Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Chi è questo Gabbani
Questo Gabbani che ha vinto il Festival di Sanremo è un uomo colto, e che sa parlare. Ha spiegato in conferenza stampa il significato della sua canzone parlando di Eraclito e di Desmond Morris, piuttosto in scioltezza per i tempi che corrono. Idem, il vincitore nella categoria giovani. Ho letto sue interviste notevoli.
• Per esempio?
Tutti hanno scritto - noi compresi - che, provenendo dal programma della De Filippi, il ventenne Lele è stato una specie di vincitore imposto dal matrimonio Rai-Mediaset. Adesso ci credo meno: ««Il talent è stato solo un mezzo per arrivare dove volevo» ha detto Lele a Pietro Negri «Ora mai è un brano shuffle (genere contemporaneo di soul elettronico), che viene dalla musica black. Che innovazione c’è? I suoni soundchain (uno speciale tipo di compressione del suono registrato). Qualcuno la descrive come una classica canzone sanremese, a me viene da sorridere. C’è l’orchestra, ma l’approccio è completamente nuovo. È ciò che voglio fare, innovare senza strappi: potevo fare di più, ma non avrei raggiunto l’obiettivo». Lele si chiama Raffaele Esposito, è nato a Pollena Trocchia in provincia di Napoli, madre casalinga, papà poliziotto, ha cominciato a suonare il piano a sei anni: «Non ho ricordi che non abbiano a che fare con la musica, e voglio mettere insieme il mio cantautore preferito, che è Francesco De Gregori, con tutto ciò che è soul, R&B, rap, James Brown, Michael Jackson, Prince, fino a Kendrick Lamar, J. Cole, Kaytranada, la new age della musica nera e la storia».
• E il vincitore Gabbani?
M’è piaciuto molto. È nato a Carrara nel 1982, i genitori possiedono un negozio di strumenti musicali, ha cominciato suonando la batteria, poi ha studiato la chitarra, suona anche il pianoforte e il basso. Ha scritto una canzone per Francesco Renga (L’amore sa e Adriano Celentano (Il bambino col fucile), e ha composto la colonna sonora di Poveri, ma ricchi di Fausto Brizzi. Ha al suo attivo tre singoli e la vittoria l’anno scorso a Sanremo nella categoria Nuove Proposte, con Amen. Ho visto facce stralunate alla lettura del testo di Occidentali’s Karma (autore Fabio Ilacqua, da Varese). Non c’è niente da fare, gli unici che dicono qualcosa di nuovo in letteratura sono Maurizio Milani e gli autori di canzoni. Dopo Siamo una squadra fortissimi di Checco Zalone non dovremmo meravigliarci del fatto che si fa rimare «panta rei» con «singing in the rain». Ma «panta rei» è un frammento attribuito a Eraclito (VI secolo avanti Cristo, significa «tutto scorre») e «singin’ in the rain» è una canzone che Gene Kelly cantava in un film del 1952. Si insinuerà un dubbio, relativo alla cultura antica e alla storia, nelle menti di tanti demagoghi che guardano al passato con un’alzata di spalle? Certi versi di Occidentali’s sono da meditare. «Piovono gocce di Chanel / su corpi asettici / mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili» oppure «l’intelligenza è démodé / risposte facili / dilemmi inutili». Un gioco del finto nonsense così fino non me lo ricordavo dalla Canzone mononota di Elio e le storie tese. Il ballo col gorilla, che ha fatto gridare tutti quanti, c’era già nel video della canzone che Gabbani ha postato su YouTube.
• Come si spiega che stavolta i pronostici non l’abbiano azzeccata? Fiorella Mannoia è arrivata seconda.
Potrebbe trattarsi della composizione delle giurie. il 40% del risultato dipendeva dal televoto, il 30% dalla giuria demoscopica e un altro 30% da una giuria di esperti. I big eliminati (Albano, Ron, Giusy Ferrè, Gigi D’Alessio) l’hanno presa male. Per esempio, Gigi D’Alessio: «Quando hanno annunciato i nomi degli esperti e ho scoperto che ci sarebbero stati personaggi come Linus, una blogger che si occupa di trucchi e vestiti, un regista bravo che non so quanto sappia di musica e Giorgio Moroder che di musica italiana non sa nulla, ho sentito puzza di bruciato. Ho chiamato Anna e le ho detto: tesoro, fai i bagagli che torniamo a Roma». Anna sarebbe la Tatangelo, compagna di vita di Gigi. Secondo D’Alessio il piano del Grande Vecchio Musicale era di ingaggiarli per assicurarsi gli spettatori russi e dell’Est Europa, e di scaricarli poi una volta raggiunto l’obiettivo.
• Che diciamo degli ascolti mostruosi?
58,4 di share medio e addirittura il 64,81 nel Dopofestival, con 4 milioni e 901 spettatori ancora svegli da mezzanotte all’alba. Leggo in questo comportamento dei telespettatori l’ansia di tornare a tempi normali, a epoche serene, una voglia di famiglia e di tenerezza. La faccenda riguarda anche i giovani: nelle cinque serate, Sanremo ha avuto il 52% di pubblico femminile in età 15-34. Nella storia, non è la serata conclusiva con più ascolti, che resta sempre quella del 1987, anno in cui fu effettuata la prima rilevazione. A quell’epoca (conduceva Pippo Baudo, vinse Si può dare di più del trio Morandi-Ruggeri-Tozzi) lo share fu del 77,50%. il Sanremo 2017 è solo dodicesimo.
(leggi)