Il Messaggero, 13 febbraio 2017
Addio al musicista Giusto Pio, memorabile violino di Battiato
Direttore d’orchestra. Compositore. Arrangiatore. Conosciuto soprattutto per essere stato il memorabile violino di Franco Battiato. Si può riassumere così la figura del musicista Giusto Pio morto all’età di 91 anni (compiuti l’11 gennaio scorso). Il maestro di Castelfranco Veneto ha lasciato pagine scritte di storia della musica, suonando con i maggiori musicisti e direttori d’orchestra del ’900, nell’Orchestra Rai per oltre trent’anni e collaborando con alcuni tra gli artisti più importanti della scena musicale italiana. Musica da camera e orchestra sinfonica, da una parte. Musica pop, dall’altra. Il Maestro lo aveva scelto già dalla fine degli anni Settanta e da lì inizia con lui una collaborazione che porta la firma di musiche e di arrangiamenti di successo. «Dal 1977 al 1992 e oltre, anche dopo il mio ritorno a Castelfranco scrive Giusto Pio nel libro a lui dedicatogli per i suoi ottantacinque anni si può dire che la mia vita si intreccia, si identifica, si confonde con quella di Battiato nella composizione e nell’orchestrazione delle canzoni, nei progetti dei dischi, nelle registrazioni, nei concerti e nelle tournèes () Sicchè Franco mi è figlio e padre, amico e fratello, è parte di me, e la migliore».
Sodalizio artistico che qualche tempo fa Battiato ricordava così: «Una collaborazione ventennale, di una superlativa e indimenticabile avventura». Pensiero che affonda le radici nella musica del cantautore siciliano e tutti i suoi dischi di allora, partendo da Juke box (1978) fino ad arrivare ad Unprotected (1994), portano il nome di Giusto Pio tra i suoi musicisti immancabili. E poi ci sono le musiche interpretate da voci straordinarie quali Alice (Per Elisa di Alice vince il Festival di Sanremo 1981), Giuni Russo (Un’estate al mare, L’addio, Lettera al Governatore della Libia) e Milva (Poggibonsi, Alexander Platz, No Time No Space). Umile, sobrio, composto. Lui era così. Nonno rock o Sua Eminenza Grigia della musica italiana, lo amavano simpaticamente definire.
BALLERINE
Basti pensare a L’era del cinghiale bianco e a quando Pippo Baudo, facendo riferimento a Giusto Pio, disse a Battiato: «I cantanti vengono qui solitamente con le ballerine che fanno scene, e tu invece sei venuto con un violinista». «C’è chi usa le gambe e chi la testa: io ho preferito la testa», aveva risposto il cantautore siciliano.
«Non aveva remore nel felicitarsi per i miei risultati e veniva a vedere i concerti che con Art Voice Academy abbiamo fatto al Teatro Accademico di Castelfranco. Si imbarazzava invece se ero io a rivolgergli un complimento, per lui i bravi erano sempre gli altri». Lo ricorda così Diego Basso che da poco ha diretto l’orchestra e il coro dell’Art Voice Academy, e che diresse un concerto in suo onore nell’ambito del programma di celebrazioni degli 85 anni di Pio. «Cerco di ispirarmi a lui in questo, non si è mai arrivati nella vita e quando si raggiungono livelli professionali importanti, è allora che bisogna lavorare ancora più sodo».