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 2017  febbraio 13 Lunedì calendario

Oggi 99 - Cronologia Raggi

CRONOLOGIA RAGGI

 

22 giugno 2016, mercoledì. Virginia Raggi, 38 anni, avvocato, separata con un figlio di 7 anni che si chiama Matteo, candidata del Movimento 5 stelle, si insedia in Campidoglio dopo aver vinto il ballottaggio delle comunali con una percentuale indiscutibile: 67,2% contro il 32,8% del suo avversario Roberto Giachetti del Pd. Subito si dimettono i vertici dell’Ama, l’Azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti. A richiesta, spiegano: «È un atto di cortesia». Ma si guarderanno bene dal tornare in scena.

 

6 agosto, sabato. Virginia s’è insediata da due settimane, Roma è sporchissima, e certe foto imbarazzanti compaiono anche sui giornali stranieri. I consiglieri comunali del Pd chiedono le dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, 52 anni, tre figli e sposata a un carabiniere. Questa Muraro, che ha l’incarico di governare la nettezza urbana della città, è in causa proprio con l’Ama, di cui ha fatto la consulente per dieci anni, incassando centomila euro l’anno di media (ma, nel 2015, 280 mila). Mentre era consulente dell’Ama era anche consulente di un paio di società a cui l’Ama assegnava appalti. I nemici dicono che c’è conflitto di interessi, gira voce che la magistratura la stia indagando. Grillo vorrebbe che fosse mandata via, ma lei si rifiuta di lasciare e la Raggi la difende a spada tratta..

 

1 settembre, giovedì. Si dimettono il capo di gabinetto, un assessore-chiave e i tre manager di primo piano di Atac e Ama. Il capo di gabinetto si chiama Carla Raineri, 61 anni, piacentina, magistrato di Corte d’appello a Milano, venuta a Roma per combattere la corruzione. Dopo le dimissioni consegnerà un memoriale alla Procura di Roma, in cui denuncerà, tra l’altro, l’esistenza in Campidoglio di un «raggio magico» formato dai signori Marra, Romeo e Frongia (su cui vedi più avanti). L’assessore-chiave, che ha preferito mollare a seguito delle dimissioni di Raineri, è quello al Bilancio. Si chiama Marcello Minenna, 45 anni, barese, viene dalla Consob, l’autorità di Borsa. Se ne va spiegando che, senza la Raineri, non si fida più. I manager che si dimettono sono Alessandro Polidoro, appena eletto presidente dell’Ama, il quale se ne va perché senza Minenna non si fida neanche lui, e i due che guidano l’Atac, Marco Rettighieri e Armando Brandolese. Rettighieri, in particolare, stava al vertice dall’Atac da febbraio e aveva già consegnato un dossier alla Procura della repubblica sulle malversazioni compiute dai manager dell’azienda. La Raggi però aveva fatto campagna elettorale definendo la municipalizzata «un fiore all’occhiello della città».

 

5-7 settembre. Si scopre che la Muraro è effettivamente indagata dalla magistratura, cosa che i grillini hanno sempre considerato sufficiente per le dimissioni. E infatti i vertici del M5s chiedono che se ne vada, mentre Di Maio - che sapeva dell’indagine e ha fatto finta di non saperlo - annulla la sua partecipazione al talk-show Politics e Di Battista interrompe il tour elettorale in motoretta. Ma Raggi, che ammette di sapere delle indagini da un paio di mesi, sostiene che l’avviso di garanzia non è arrivato e che Muraro resterà al suo posto finché non se ne saprà di più («continuiamo a testa alta, indifferenti ai poteri forti che agitano le acque apposta per farci annegare»).

 

8 settembre, giovedì. Raffaele De Dominicis, procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, appena nominato assessore al Bilancio al posto di Minenna, deve rinunciare perché indagato per abuso d’ufficio. Si scopre che il suo nome era stato fatto alla Raggi dallo studio legale Sammarco, in qualche modo legato allo studio Previti, dove la Raggi ha lavorato. I nemici sottolineano queste circostanze con l’intento di dimostrare che il centro-destra ha nuovamente occupato il Campidoglio sotto le mentite spoglie di Virginia e dei suoi amici.

 

21 settembre, mercoledì. La giunta grillina dice definitivamente no alle Olimpiadi.

 

13 dicembre, martedì. La Muraro riceve l’avviso di garanzia, scoppia a piangere e si dimette, come è di regola nel M5s. In Procura la accusano di reati ambientali (quand’era consulente dell’Ama avrebbe favorito il ras delle discariche, Manlio Cerroni). Travaglio sul Fatto sostiene che è roba minima, sanabile con una multa al massimo di seimila euro.

 

15 dicembre, giovedì. Un gruppo di poliziotti in borghese si presenta negli uffici di Virginia Raggi e acquisisce tutti i documenti relativi alle assunzioni effettuate dalla sindaca negli ultimi cinque mesi, cioè in pratica da quando s’è insediata. .

 

16 dicembre, venerdì. Raffaele Marra e Sergio Scarpellini sono arrestati per corruzione. Scarpellini, 76 anni, è un vecchio costruttore romano che incassa ogni anno milioni di euro grazie al fatto che affitta i suoi palazzi al Comune. Marra è il braccio destro della Raggi, con la carica di capo del personale. È, secondo molte testimonianze, il vero sindaco di Roma. È da mesi che Grillo dice alla Raggi di mandarlo via e la Raggi risponde: «Se va via lui, me ne vado anch’io». Ai tempi di Alemanno, Marra era responsabile delle politiche abitative. Affittava lui i palazzi di Scarpellini e in cambio Scarpellini gli avrebbe praticamente regalato una casa ai Prati Fiscali. Il costruttore dirà poi: «Quello era potentissimo, se voleva bloccava tutto”.

 

17 dicembre, sabato. Potrebbero presto esserci le elezioni politiche, così Grillo decide di difendere ad ogni costo la Raggi, ma pretende le dimissioni di tutto il cosiddetto “raggio magico”. Il vicesindaco Daniele Frongia si dimette subito, idem il capo della segreteria Salvatore Romeo. Il fratello di Marra, Renato, che è diventato capo dell’ufficio turismo grazie a Raffaele, resta invece al suo posto. Un settimanale è andato a chiedere a Frongia se vada a letto con la sindaca. Frongia ha risposto: «Non sono il fidanzato della Raggi». Le chiacchiere sulle storie d’amore di Virginia sono parecchie. Andrebbe o sarebbe andata a letto anche con Marra e con Romeo, di qui - dicono - la sua difesa a spada tratta del cerchio magico, ecc.

 

2 gennaio 2017, lunedì. Grillo modifica il codice dei 5 stelle: un avviso di garanzia non provocherà più l’espulsione automatica dal movimento. Si valuterà, invece, caso per caso. Anche da questo, tutti prevedono che presto arriveranno alla Raggi forse due avvisi di garanzia: uno per la nomina di Salvatore Romeo, assunto dall’aspettativa con stipendio triplicato, e l’altro per la storia del fratello di Marra.

 

24 gennaio, venerdì. Avviso di garanzia a Virginia Raggi per la storia del fratello di Marra promosso a capo del Dipartimento turismo. Le accuse parlano di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. La sindaca, grazie al nuovo regolamento varato da Grillo, può restare al suo posto anche secondo il codice pentastellato.

 

3 febbraio, venerdì. I magistrati interrogano per più di otto ore consecutive la sindaca di Roma. Alle contestazioni che tutti sanno, se n’è aggiunta una nuova: il suo capo di gabinetto Salvatore Romeo, un anno prima, ha nominato proprio lei beneficiaria di due polizze da 30 e 3 mila euro. Come mai? Virginia risponde ai giudici e poi ai giornalisti: «Non ne sapevo niente».

 

8 febbraio, mercoledì. Secondo avviso di garanzia alla Raggi: abuso d’ufficio in concorso con Romeo per la nomina di quest’ultimo a capo di gabinetto e per la faccenda dello stipendio triplicato. Mentre si discute intorno a questo, l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini confessa a Federico Capurso della Stampa che Raggi e Romeo sono amanti. Seguono scuse, smentite, furie della sindaca, ma le parole di Berdini sono state registrate e adesso si trovano on line. Berdini si dimette, Raggi accetta le dimissioni «con riserva». Su consiglio di Grillo, è meglio non licenziare Berdini finché non si trova un sostituto. È però un problema: fino ad ora tutti i consultati hanno risposto «meglio di no» e nel momento in cui scriviamo Virginia sta ancora cercando.