la Repubblica, 13 febbraio 2017
Steinmeier presidente, la Cdu teme l’onda rossa
BERLINO Il risultato è al di sotto delle aspettative. L’assemblea federale tedesca ha eletto Frank-Walter Steinmeier presidente della Repubblica con 993 voti – sotto gli almeno mille che avrebbe dovuto mettere insieme sulla carta. Alcuni elettori della Cdu hanno preferito astenersi. Secondo indiscrezioni, perché non hanno mai digerito la scelta di Angela Merkel di designare un socialdemocratico alla presidenza della Repubblica. Ma non è l’unico motivo.
È chiaro che le ansie dei conservatori per una campagna elettorale che si sta rivelando molto più complicata del previsto dopo la partenza verticale di Martin Schulz, sono alle stelle. Non solo perché, come spiega a Repubblica il deputato della Spd, Matthias Schmidt, «è un fatto che porta bene: nello stesso anno di Gustav Heinemann, Willy Brandt divenne cancelliere». Al di là della superstizione, poco diffusa da queste parti, «è chiaro che “l’effetto Steinmeier” potrebbe contribuire a consolidare il risultato incredibile raggiunto da Schulz in poche settimane». Ne sono convinti anche molti analisti.
Steinmeier appartiene alla generazione dei socialdemocratici riformisti alla Schroeder e Steinbrueck, ed è stato tra gli architetti della più ambiziosa riforma sociale degli ultimi decenni, l’Agenda 2010. Più tardi è stato due volte ministro degli Esteri nei governi di Grande coalizione guidati da Angela Merkel e ha un rapporto talmente buono con la cancelliera che la sua campagna elettorale un po’ soft per batterla nel 2009 gli valse il soprannome di Kuschelkandidat (“candidato peluche”). Ieri ha fatto un discorso breve ma che ha già fatto capire in che direzione andrà la sua presidenza. Il messaggio centrale è «lasciateci essere coraggiosi. In questo modo non avrò paura del futuro».
Il suo tono letterario e il filo di pathos segnalano che Steinmeier si assumerà il compito di non deludere chi vede nella Germania un baluardo dei valori occidentali. «Non è meraviglioso – ha scandito davanti agli elettori dell’Assemblea federale – che la Germania, questa patria difficile, come disse Gustav Heinemann, questo Paese sia diventato per molti un’àncora della speranza?». Steinmeier ha anche promesso di essere il presidente di tutti, anche dell’Afd, della Linke e dei partiti che ieri non lo hanno votato: «Lavorerò per riconquistare la vostra fiducia».
Intanto, continua la discussione nel Paese sull’”onda rossa” che sta attraversando l’elettorato e alimentando speculazioni e speranze sulla possibilità che Schulz possa detronizzare Merkel. Il deputato del Bundestag Schmidt è convinto che «questo risultato fosse latente: tutti sanno benissimo che alcune conquiste importanti di questo governo sono targate Spd, ad esempio il salario minimo, l’aumento delle pensioni o il freno agli affitti». Ma forse mancava la persona giusta per veicolarle.
Schmidt è anche convinto che un altro elemento chiave potrebbe tirare la volata a Schulz, a maggio: l’andamento delle elezioni nel Land più popoloso della Germania, il Nordreno-Westfalia. Talmente importante che Schroeder si dimise, nel 2005, quando la Spd perse quella sua storica roccaforte. A maggio si vota e nonostante i disastri sulla sicurezza – basti pensare al Capodanno di Colonia o ad alcuni pasticci che riguardavano l’attentatore di Berlino, Anis Amri, e che sono avvenuti qui – la governatrice in carica, Hannelore Kraft, gode ancora di un ampio consenso. Schmidt è convinto che Schulz beneficerà anche di un”effetto-Kraft”. Che in tedesco vuol dire “forza”. Ma la superstizione, stavolta, non c’entra.