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 2012  febbraio 24 Venerdì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Tre giorni fa, nel carcere di Foggia, c’è stato l’undicesimo suicidio dell’anno: Ottavio Mastrochirico, di 36 anni, nato a Polignano a Mare (Ba), ha sfilato dalla tuta il cordoncino e con quello s’è impiccato a una sporgenza della cella. Era accusato dell’omicidio di una donna di 80 anni, ammazzata a calci e pugni due anni fa, forse con l’aiuto della moglie (indagata). Identificato dal dna trovato su un mozzicone dimenticato in casa della vittima, l’avevano condannato a 16 anni in primo grado ed era un violento, che aveva avuto problemi con gli altri detenuti ed era stato messo perciò in una cella da solo. Ieri pomeriggio, poi, nel carcere di Piacenza, un maghrebino ha tentato di impiccarsi appendendo un lenzuolo alle sbarre della finestra: lo ha salvato un agente.

• Racconta di queste tragedie per farci riflettere sul problema delle carceri.

Già. Secondo i dati dell’Amministrazione Penitenziara (Dap) al 31 gennaio erano chiuse nelle nostre celle 66.973 persone. I posti disponibili, però, erano (e sono) 45.688. Autolesionismo e aggressività sono le reazioni tipiche del sovraffollamento, come dimostrano mille esperimenti di laboratorio. Gli esseri umani non reagiscono, in queste condizioni, diversamente dai topi. S’ammazzano anche le guardie carcerarie, che in definitiva vivono una condizione non troppo dissimile da quella dei detenuti. Il loro sindacato reclama un adeguamento degli organici: sono 45 mila e ce ne vorrebbero 6.000 in più. Le guardie dicono di aver salvato, negli ultimi dieci anni, diecimila carcerati che voleva uccidersi o farsi del male.

Non c’era un decreto svuota-carceri in ballo? Che fine ha fatto?

Il Senato l’ha convertito in legge martedì della settimana scorsa. Contrari Lega e Di Pietro, molte assenze tra i pidiellini e tra i democratici. Ma insomma è passato. Solo che non servirà molto. Prevede di far scontare gli ultimi 18 mesi di carcere ai domiciliari e spinge per tenere a casa o in camera di sicurezza i cittadini colti in flagranza di piccoli reati, gente cioè che stava in carcere due o tre giorni. Si tratta tuttavia, in media, di 21 mila persone. C’è il problema che le 700 camere di sicurezza italiane (sarebbero le celle che si trovano negli uffici della polizia) sono spesso in cattive condizioni. I domiciliari presentano un altro problema: che tanti detenuti, e specialmente gli stranieri, la casa non ce l’hanno. In definitiva, il decreto svuota-carceri, o salva-carceri, alleggerirà l’affollamento di 3-4000 persone al massimo. Assolutamente insufficiente.

Un’amnistia? Un indulto? Qualcosa che faccia uscire 15 mila persone?

È comunque una pezza, con conseguenze di allarme sociale da non sottovalutare. L’ultima amnistia (epoca Prodi) ha semplicemente rinviato il problema: dopo un paio d’anni eravamo punto e daccapo. C’è anche il problema che il ministro Severino, sensibilissima a questo dramma («mi sento molto responsabile quando vengo a sapere dei suicidi in carcere»), non intende farsi promotrice di un procedimento su larga scala e di forte responsabilità politica. Vorrebbe che l’iniziativa partisse dal Parlamento (e ha già fatto sapere che non si opporrebbe). Ma per i partiti – a parte i radicali che un dossier sull’amnistia ce l’hanno pronto – il tema è molto delicato, perché gli elettori non vedono volentieri il ritorno in libertà di ladri, rapinatori eccetera.

Beh, e il decreto svuota-carceri che hanno approvato adesso, non fa comunque questo?

Senza automatismi, però. È sempre un magistrato a decidere se al detenuto tale è possibile applicare i domiciliari. In caso di soggetti notoriamente pericolosi, probabilmente, il giudice non concederà l’uscita di cella.

Che cosa si può fare allora?

Bisognerebbe costruire almeno un’altra decina di penitenziari. Il decreto svuota-carceri ha stanziato 57,27 milioni per «l’adeguamento, il potenziamento e la messa a norma di infrastrutture carcerarie». Il problema qui è la lentezza allucinante delle procedure italiane: ci vorrebbe, per fare presto, la Protezione civile di una volta. Poi sarebbe bene che si limitasse drasticamente la carcerazione preventiva: il 40% di quelli che stanno dentro sono in attesa di giudizio. Ci metta la lungaggine del nostro processo, che complica ulteriormente il quadro. Infine, si potrebbe fare qualcosa anche al momento della pena. All’estero le pene si scontano per il 70 per cento fuori dal carcere (domiciliari, esecuzione di lavori socialmente utili ecc.), da noi il rapporto è rovesciato, stanno a casa solo tre condannati su dieci.


[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 24 febbraio 2012]

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