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 2012  febbraio 24 Venerdì calendario

Marchionne: «La Fiat si salva se esporta in America»

• Sergio Marchionne si fa intervistare da Mucchetti sul Cds. Afferma che l’Italia non è «in condizioni floride. E però il nuovo governo, in pochissimo tempo, ha dato al mondo l’idea di un Paese che sta svoltando. Un successo incredibile. Ero a Washington durante la visita del premier Mario Monti. Ha avuto un’accoglienza straordinaria: Monti è stato un’ora a colloquio con il presidente Obama, ha riscosso grandissima attenzione al Peterson Institute, il think tank più importante. L’America è un animale enorme, che tende a percepire tutti gli altri come piccoli. Non è facile che dia tanta importanza ai suoi ospiti...». Nega di aver mai parlato male dell’Italia: «Ho solo riconosciuto quello che non va perché era serio farlo nell’interesse della Fiat, che è un gruppo multinazionale, e, se permette, del mio Paese». Si dice a favore dell’eliminazione dell’articolo 18: «Ce l’ha solo l’Italia. Meglio assicurare le stesse tutele ai lavoratori in uscita in modi diversi, analoghi a quelli in uso negli altri Paesi. Diversamente, le imprese estere non capiscono e non vengono qui a investire». Sull’esclusione della Fiom dalle fabbriche Fiat: «La Fiom si trova in questa situazione in seguito al referendum del 1995 sulle rappresentanze sindacali, che essa stessa aveva sostenuto, e perché non firma quando pure l’accordo è stato approvato dalla maggioranza assoluta dei lavoratori». Sul futuro di Fiat-Chrylser «le ipotesi sono tre: a) un’offerta pubblica delle azioni Chrysler; b) Fiat compra e sale al 100%; c) si fa la fusione Fiat-Chrysler che comporterebbe l’automatica quotazione di Chrysler e diluirebbe sia Veba che Exor. La meno probabile è la prima». Secondo Marchionne il futuro della Fiat è in America: «La domanda di automobili in Europa è destinata a rimanere bassa ancora a lungo. Almeno fino al 2014. Le case generaliste hanno troppa capacità produttiva. Gli stabilimenti Fiat italiani hanno l’opportunità di esportare negli Stati Uniti. Questo penso di fare per l’Italia ed è per questo che trovo insopportabilmente razzista dipingermi come un uomo senza patria: svizzero, canadese, americano, italiano a seconda delle comodità polemiche. Abbiamo tutto per riuscire a cogliere l’opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti, ma se non accadesse dovremmo ritirarci da 2 siti dei 5 in attività». Quali? «Ricorda Sophie’s choice? Nel film, alla fermata del treno il nazista chiede a Sophie uno dei suoi due figli. In caso contrario li avrebbe ammazzati tutti e due. Sophie resiste, ma alla fine deve scegliere e passa il resto della sua esistenza con l’incubo di quella decisione. Dunque, per favore, non me lo chieda». [Mucchetti, Cds]

• «Di troppa storia si muore» (Sergio Marchionne). [Mucchetti, Cds]

• «In quel concorso di bellezza che è la vita spesso vince la meno brutta» (Sergio Marchionne). [Mucchetti, Cds]

• «Io sono un metalmeccanico che fa automobili» (Sergio Marchionne). [Mucchetti, Cds]
[Leggi qui l’intervista integrale]