[IAN CAMPBELL], La Stampa 24/2/2012, 24 febbraio 2012
La corsa dell’oro mostra segni di stanchezza ma è tutt’altro che esaurita - Comunque vada, l’oro vince sempre
La corsa dell’oro mostra segni di stanchezza ma è tutt’altro che esaurita - Comunque vada, l’oro vince sempre. L’ultima impennata delle quotazioni, che hanno toccato i massimi degli ultimi tre mesi, può essere attribuita sia al sollievo per il salvataggio della Grecia che al timore che gli aiuti si rivelino inefficaci. L’oro è diventato al contempo un investimento rischioso e speculativo e un bene rifugio, ed è probabile che questo dualismo sostenga le sue quotazioni ancora per qualche tempo. La corsa dell’oro sembra mostrare qualche segno di stanchezza. La quotazione massima degli ultimi tre mesi rimane ancora inferiore dell’8% rispetto al picco di settembre. La domanda di oro è aumentata nel 2011 ma solo dello 0,4% rispetto al 2010, mentre i prezzi alle stelle stanno pesando sulle vendite di gioielli. La contrazione della domanda di gioielli non è una novità. I prezzi estremamente alti stanno scoraggiando i consumatori. La domanda industriale, pari a circa un decimo del totale, è stata stabile. Ma è la domanda di oro come bene d’investimento che è aumentata in modo, passando da 341 tonnellate nel 2003 a una media annuale di ben 1.604 tonnellate nel 2010-11. La debolezza del dollaro, i tassi di interesse vicino allo zero e l’abbondante conio di nuova moneta da parte della Federal Reserve americana hanno concorso ad aumentare l’attrattiva dell’oro e a ridurre il costo di opportunità del suo possesso. Il picco di 1.920 dollari l’oncia toccato a settembre ha coinciso con la paura di un possibile collasso dell’eurozona e la stampa di nuova moneta negli Usa. Quando le banconote diventano meno affidabili, l’oro sembra inestimabile. Il nemico dell’ascesa dell’oro è la normalità. Il miglioramento dei dati americani, che rende meno probabili nuove misure di alleggerimento quantitativo, e un dollaro più forte sono segnali negativi. Sarà l’aumento dei tassi di interesse negli Usa a decretare la fine del periodo di euforia per l’oro. Ma quel giorno è ancora lontano e la crisi dell’eurozona rischia di tornare a una fase acuta, portando gli investitori sulla via del metallo prezioso. La corsa all’oro mostra segni di stanchezza, ma è tutt’altro che finita.