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 2012  febbraio 24 Venerdì calendario

Papini, l’oscurantista illuminato - Dizionario dell’Omo Salvati­co , ora ripubblicato da Il Cerchio (pagg

Papini, l’oscurantista illuminato - Dizionario dell’Omo Salvati­co , ora ripubblicato da Il Cerchio (pagg.373) *** Nel 1913 Giovanni Papi­ni, nichilista e futuri­sta, coniò l’espressio­ne «cattolici belve»sul­le pagine di Lacerba , in un articolo contro Domenico Giuliotti, Federi­go Tozzi e la rivista da loro anima­ta, La Torre , megafono del cattoli­cesimo più reazionario, tradizio­nalista e orgogliosamente campa­nilista. Dieci anni dopo anche Papi­ni era diventato un cattolico belva e con Giuliotti firmava addirittura un libro.In mezzo c’era stata la pla­teale e scandalosa conversione, a suo dire motivata anche dal primo conflitto mondiale. Proprio gli or­rori della «guerra sola igiene del mondo»,da lui tanto invocata,ave­vano risvegliato l’urgenza di rifu­giarsi sotto la cupola di San Pietro. Certo che il carattere, o il caratte­raccio, di Papini, la sua vocazione a provocare, a far polemica e rumo­re, erano rimasti quelli di gioven­tù. Ora la violenza era però al servi­zio del Cattolicesimo romano. Papini e Giuliotti scrissero insie­me il Dizionario dell’Omo Salvati­co , ora ripubblicato da Il Cerchio (pagg.373),prima riedizione do­po la storica Vallecchi del ’23. I due intendevano dare alle stampe un’intera enciclope­dia, ma non andarono oltre le prime due lettere dell’alfabeto. Padre spirituale dell’opera, come di ogni cattolico belva, fu León Bloy, autore di una furiosa Esegesi dei luoghi comuni . I nemici erano gli illuministi che credevano nelle enciclopedie, i massoni, i demo­c­ratici in genere e i socialisti in par­ticolare. Non mancava qualche simpatia per i fascisti appena arri­vati al potere, dato che avevano co­munque ristabilito l’ordine, ma l’adesione era con riserve.Ne usci­vano peggio «i cattolici chiocciole» che tendono a vergognarsi della lo­ro religione e vengono a patti con la civiltà moderna. I toni del dizionario sono accesi, il linguaggio spesso scurrile, senza concessioni al politicamente cor­retto, anzi con qualche tocco di an­tisemitismo e omofobia. Gran par­t­e delle voci del dizionario oscuran­tista furono scritte dal punto di vi­sta dell’Omo Salvatico, una specie di satiro leggendario che dimora nei boschi, fugge la civiltà e indos­sa pelli di belve. La strada per la rivi­sta Il Selvaggio di Mino Maccari e per il movimento strapaesano era aperta.