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 2012  febbraio 24 Venerdì calendario

Consumi boom e volontariato il single è già oltre la crisi  – Dimenticate i pregiudizi. Chi vive solo per scelta non assomiglia alle protagoniste dei romanzi di Jane Austen, dove a 25 anni una donna era già zitella, né al nevrotico Michael Fassbender di "Shame"

Consumi boom e volontariato il single è già oltre la crisi  – Dimenticate i pregiudizi. Chi vive solo per scelta non assomiglia alle protagoniste dei romanzi di Jane Austen, dove a 25 anni una donna era già zitella, né al nevrotico Michael Fassbender di "Shame". In alcune grandi città del Nord, come Milano (dove a vivere solo è il 43% dei cittadini), i single sono già la categoria più numerosa, e si attende il record di 8 milioni di single registrati nel 2011. È un esercito silenzioso che alimenta i social network ma anche il volontariato, spende molto per il cibo (+ 71 per cento rispetto alle famiglie) ma anche per i viaggi e la cultura (chi è solo fa 3 giorni di vacanza in più rispetto a chi ha figli, e dedica un´ora al giorno in più ai propri interessi personali). Stanchi di essere raccontati come egoisti e irresponsabili, i single cercano, e trovano, la loro rivincita. E mentre a Manhattan, dove una persona su due è sola, come del resto nel centro di Parigi, si progettano complessi di appartamenti per donne sole dotate di occhi elettronici per la sicurezza e altre facilities, nell´austriaca Carinzia ha appena inaugurato l´Aviva Hotel, primo albergo europeo rigorosamente vietato a coppie e famigliole: qui gli ospiti vengono per sciare, fare la sauna, mangiare bene e chiacchierare dopo cena soltanto se ne hanno voglia, negli spazi creati per questo. Sconti su alcune tariffe, come la Tarsu (raccolta rifiuti) vengono già applicati ai single a Torino, mentre a Milano la risposta un welfare non ancora riprogettato in favore dei genitori soli è una schiera impressionante di baby sitter e badanti: 40.000 sono quelle con un contratto regolare e a tempo pieno in città, altre 126.000 vivono in provincia, oltre la metà assiste un anziano solo o si occupa di bambini con madri separate che lavorano a tempo pieno. Sui social network, single è già bellissimo: tre milioni e mezzo di iscritti a Facebook hanno scelto per sé questa definizione. Forse i single non diventeranno mai un movimento, e non scriveranno manifesti. Ma, certo, si stanno svegliando e prendono la parola. Il New York Times ha dedicato loro ben due diversi reportage in pochi giorni: il primo per raccontare come due bambini su tre nascano ormai fuori dal matrimonio se la madre ha meno di trent´anni, un fenomeno che non può più essere definito in termini di "illegittimità", il secondo per presentare il libro-inchiesta di Amy Kennedy ("Going solo") su gioie e sorprese di andare a stare per conto proprio. I single vorrebbero per sé un´immagine nuova, soprattutto i più giovani. «Tre dei miei otto figli non sono sposati e vivono soli - racconta Giuseppe De Rita, sociologo, presidente del Censis - Per la mia generazione e la mia cultura, può sembrare triste che non abbiano figli e famiglia, ma per loro non è così, ed essere single significa soprattutto libertà di compiere scelte professionali o di organizzare come meglio si desidera l´orario delle lavatrici a casa propria. Diverso, e peggiore, è il caso dei "single di ritorno", degli uomini di 50 anni o più che dopo un divorzio si ritrovano più poveri e più isolati di prima. E che oggi purtroppo sono molto numerosi, e spesso alla ricerca di un lavoro che non c´è». Vivere soli, insomma, deve essere una libera scelta. E non un voto perenne: un sondaggio realizzato da vitadasingle.net, il principale network italiano di eventi e offerte per questa fascia di popolazione sostiene che il 33 per cento dei single è assolutamente disposto a sposarsi, a condizione, ovviamente, di trovare la persona giusta, e il 24 per cento coltiva anche un desiderio di paternità, contro un modesto 15 per cento di aspiranti mamme. Su 1.142 intervistati, è emerso che sono le donne a difendere con più rigore la propria "singletudine", ma anche che i genitori soli conducono un´intensa vita sociale (il 21 per cento frequenta un partner fisso, mentre solo il 16 per cento dei single senza figli fa altrettanto). Marco Luca Greppi, che di vitadasingle.net è stato l´ideatore dodici anni fa, sceglie il basso profilo: «Non promuoveremo mai un single pride. Ma intanto proponiamo locali, ricette di cucina, serate, viaggi e weekend per chi vive da solo». Prossima fermata: una campagna di sensibilizzazione sulla possibile apertura ai single delle adozioni (come è già avvenuto in gran parte d´Europa) che il network metterà online nei prossimi giorni. Una battaglia? «No, per carità - giura Greppi - soltanto un invito a riflettere sulla società che cambia».