Rassegna, 24 febbraio 2012
Celentano: «Non cambierei una virgola di quel monologo»
• Nell’intervista concessa alla trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico, Adriano Celentano ha detto che non cambierebbe una virgola di quello che ha detto al Festival di Sanremo: «Non ho fatto altro che mettere in luce ciò che è inutile per la Chiesa. Per me rimangono inutili fino a quando sia Famiglia Cristiana che l’Avvenire non cambiano la loro linea editoriale». Ha detto anche che «al Vaticano non sanno cos’è il Paradiso». Anche ieri se l’è presa con i giornali: «Alcuni giornalisti di Repubblica ci hanno dato dentro mica male per bloccare la mia partecipazione al Festival dicendo addirittura che sono un cretino, neanche più di talento». È tornato a parlare del suo compenso: «Che colpa ne ho io se mi è capitato di essere uno degli uomini più pagati d’Europa? Io ho provato a dirgli: “Datemi di meno”. E loro mi hanno detto: “No, non è possibile, tu hai una quotazione di mercato e se noi ti diamo di meno poi ci arrestano”. Per cui i soldi che la Rai mi dovrà dare non sono dei contribuenti, sono miei, miei come lo sarebbero quelli di un falegname se aggiustasse un tavolo a qualcuno. Se a Sanremo al mio posto fosse andata la Pivetti, io non credo che avrebbe fatto il 70% di share, però non si sa mai, magari diceva una cosa intelligente». Ha poi ammesso di aver chiuso con Sanremo: «Però non è un problema perché il successo è bello, gratificante ma non ha niente a che vedere con la felicità che si prova per esempio in una partita a bocce con quattro amici». [Franco, Cds]