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 2012  febbraio 24 Venerdì calendario

UE: ITALIA STABILE SE LO SPREAD È SOTTO 370

Nel giorno in cui la Commissione europea certifica l’arrivo della recessione, che nel 2012 produrrà nell’eurozona una caduta del Pil dello 0,3% e in Italia dell’1,3%, Olli Rehn prevede comunque per il nostro paese una stabilizzazione dell’attività economica, a condizione che lo spread tra Btp e Bund si mantenga al di sotto dei 370 punti base. Il commissario agli Affari economici e monetari, nel corso dell’illustrazione ai giornalisti dei nuovi dati previsionali, elogia la "determinazione" del governo italiano nell’affrontare «le sfide dell’alto debito pubblico e della bassa crescita, adottando un ampio ventaglio di misure di bilancio e strutturali». Le riforme strutturali, a partire dalla previdenza e dalle liberalizzazioni, sono a parere di Rehn «molto robuste e daranno i loro frutti nel corso del semestre, così come tutte le altre politiche per la crescita». Giudizio positivo anche sulle misure attuate dal governo spagnolo.
Nel mese di dicembre - ricorda Rehn - la manovra antideficit che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha denominato «salva-Italia», si è tradotta in un pacchetto di misure di consolidamento «con un impatto pari all’1,3% del Pil». Nella serie storica, le manovre adottate complessivamente dal maggio 2010 ammontano a 100 miliardi, «pari al 7% del Pil». Se attuate correttamente e integralmente, le misure adottate dall’Italia «permetteranno di conseguire il pareggio di bilancio nel 2013 e un avanzo strutturale primario che ricondurrà il debito su un percorso duraturo di riduzione».
La manovra di dicembre calibra il percorso di riduzione del deficit, in direzione del pareggio di bilancio nel 2013, su un quadro macroeconomico che vede per l’anno in corso una contrazione del Pil tra lo 0,4 e o lo 0,5 per cento. Stime per gran parte superate, poichè già la Banca d’Italia prevede che si arriverà a -1,5%, mentre il Fmi vede ancora più fosco il quadro dell’economia nazionale (-2,2%). Ora Bruxelles fissa l’asticella a -1,3%: sarà per questo necessario ricorrere a una manovra bis? Rehn sospende per ora il giudizio, in attesa di ricevere tra marzo e aprile le stime aggiornate del governo. «Ad aprile avremo anche i dati di Eurostat - spiega - relativamente ai paesi sottoposti a procedura per disavanzo eccessivo, inclusa l’Italia». Nell’immediato, la Commissione «è in continuo contatto con Roma per verificare che il bilancio italiano sia in linea con gli impegni assunti».
Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno cruciali per l’attuazione del secondo piano di aiuti ad Atene al quale l’Eurogruppo ha dato il via libera tre giorni fa. Nell’aspettativa della Commissione, il rallentamento della crescita previsto per l’intera eurozona sarà comunque «moderato e temporaneo», e dipenderà soprattutto dalle decisioni che saranno assunte dai diversi governi. Per tornare a crescere, occorre «rafforzare il firewall». Un progresso in tal senso c’è stato ma «non è ancora sufficiente». Del resto, la situazione sui mercati finanziari resta stabile, «ma ci sono segni di stabilizzazione».
Le azioni di risanamento intraprese da Italia e Spagna, accanto agli interventi di liquidità decisi dalla Bce «hanno ridotto il rischio di credit crunch». Anche il Portogallo è sulla strada giusta, dunque si può escludere fin d’ora che si ripeta per altri paesi «la ristrutturazione del debito attuata per la Grecia verso i creditori privati».