Rassegna, 24 febbraio 2012
Obama chiede scusa per i Corani bruciati
• La vicenda dei corani bruciati nella base americana di Bagram sta causando ancora vittime in Afghanistan. Ieri un soldato afghano ha impugnato un fucile e ha ucciso a sangue freddo due militari americani in una base nell’est del Paese. Un soldato norvegese è rimasto ferito nell’assalto lanciato da centinaia di persone ad una installazione Nato. Fra i dimostranti ci sono state sei vittime e una cinquantina di feriti. Barack Obama è stato costretto al governo di Kabul per chiedere «scusa e rammarico» per un atto «non intenzionale». Ma al leader afghano Ahmed Karzai le scuse non bastano. Furioso, ha diffuso una dichiarazione alla stampa nella quale ha chiesto che i responsabili del gesto siano processati. [Olimpio, Cds]
• Si è saputo qualche particolare in più su come è nata la faccenda dei Corani bruciati. Olimpio (Cds) la racconta così: «Al centro del caso alcuni ufficiali in servizio alla base di Bagram, centro che ospita anche una grande prigione. Durante una perquisizione nelle celle sono state rinvenute copie del Corano con scritte in codice. Probabilmente un sistema usato dai detenuti per comunicare. Poco dopo i testi sono stati dati alle fiamme in un deposito per l’immondizia. Non appena si è sparsa la notizia – c’erano dei civili che hanno assistito alla distruzione – in tutto l’Afghanistan sono esplose dimostrazioni violente con lanci di sassi e attacchi contro le postazioni della coalizione. Nella storia si sono infilati anche i talebani che hanno esortato i soldati afghani a uccidere i commilitoni alleati. Appello che è stato raccolto».