Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Quattro notizie. La prima: le Borse sono tutte cadute, ma Milano più delle altre (-3,78%) e, all’interno del listino milanese, particolarmente clamorosa è stata la discesa di Mediaset, precipitata a -12% e sospesa a un certo punto per eccesso di ribasso. Sul mercato delle obbligazioni, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato l’impressionante quota di 575 punti, per poi flettere a 552. Il 7% di interessi da pagare è comunque ampiamente superato. Seconda notizia: proprio l’impennarsi ulteriore dello spread ha indotto le forze politiche a uno sforzo per accelerare i tempi di approvazione della Legge di Stabilità: se il Senato la varerà venerdì, la Camera è decisa a farla diventar legge già sabato o addirittura domenica, se fosse necessaria. L’idea è di presentarsi lunedì prossimo ai mercati con Berlusconi dimissionario e il presidente Napolitano impegnato nelle consultazioni. Siccome per tutta la giornata, specie all’estero, sono girate voci sulla volontà del Cav di tirarla per le lunghe il più possibile (in modo da rendere ancora più difficile la formazione di un altro governo e più probabili le elezioni), il Quirinale ha diffuso questa nota: «Entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti […] Non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni. Sono del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza». Terza notizia: il capo dello Stato ha nominato senatore a vita Mario Monti, uno dei più probabili successori di Berlusconi. Ne riferiamo qui sotto. Quarta notizia: Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, non è minimamente preoccupato per questo 7% di interesse che i nostri titoli sono adesso costretti a pagare. In un incontro riservato con i parlamentari di Berlino, Schäuble ha spiegato che gli spread si ridurranno una volta che sarà risolta l’incertezza politica sulla questione della leadership in Italia. L’Italia pagava questo stesso interesse poco prima del varo dell’euro.
• Quindi è abbastanza chiara la ragione dell’impennarsi
dello spread: i mercati non ci vedono ancora chiaro e non si fidano.
Da che mondo è mondo i mercati detestano
l’incertezza, e quando non sanno fare previsioni vendono. Allora: non si sa chi
sarà il prossimo primo ministro e soprattutto non si sa che cosa farà. Non si
sa quando ci sarà un nuovo primo ministro, perché il presidente potrebbe essere
costretto a sciogliere le Camere e a chiamare il Paese alle urne. Se si prova a
buttare l’occhio ancora più in là, si vede che le elezioni, da disputare con
l’attuale sistema, daranno probabilmente un risultato alla Camera e un
risultato diverso al Senato. Massima incertezza e pallino nelle mani di Casini.
Seguito di trattative estenuanti e Italia nelle sabbie mobili fino a Pasqua. Ci
pensi, non è strano che vendano.
• Secondo me è più probabile che si faccia un nuovo
governo e non si vada alle elezioni.
Si oppongono a questo forze possenti. Intanto
Berlusconi: un nuovo governo sancirebbe la fine della leadership berlusconiana
sul suo partito, che andrebbe probabilmente alla frantumazione. Il Cavaliere
resta in campo solo se parte una campagna elettorale che non dia il tempo di
discutere. Campagna in cui alla testa delle truppe ci sia ancora lui, alle
brutte prossimo capo dell’opposizione. Altra forza che preme per il vot il
Pd, qualunque cosa dichiari Bersani. I sondaggi gli dànno un grande vantaggio, mentre
15 mesi di legislatura permetterebbero a Matteo Renzi di farsi sotto.
• Chi vuole un nuovo governo con cui concludere
la legislatura?
A destra Scajola, Miccichè, Formigoni, Pisanu,
perfino un fedelissimo come Lupi. In questa posizioni stanno insieme la
consapevolezza dei pericoli finanziari insiti in una lunga fase di incertezza e
l’ambizione di farsi guide di un centro-destra prossimo allo sbando. Un anno di
tregua darebbe persino il tempo di celebrare dei congressi in cui farla finita
una volta per tutte con Silvio.
• La Lega?
Anche qui non bisogna star troppo dietro alle
dichiarazioni. Ieri Bossi prima ha detto «andare all’opposizione è bello» e poi
«noi tendenzialmente vogliamo andare al voto». Bisogna credere alla prima
frase. Bossi non lo può dire, ma punta a un esecutivo-ammucchiata,
possibilmente con a capo Mario Monti. Potrebbe così andare all’opposizione e,
strillando per un anno, e con le mani libere, recuperare consensi.
Controindicazione: i maroniani in questo lasso di tempo si rafforzerebbero.
• Che cosa dice questo maxi-emendamento che
deve essere inserito nella legge di stabilità?
Tremonti nega che vi siano modifiche all’articolo 18
o facilitazioni nella procedura dei licenziamenti. Le indiscrezioni di ieri
dicono che gli interventi riguardano la dismissione degli immobili pubblici,
una maggiore apertura del mondo delle professioni tramite l’eliminazione delle
tariffe minime, la semplificazione normativa, incentivi al project financing e
detassazione delle imprese costruttrici, rivisitazione della disciplina
sull’apprendistato. E poi ancora un più efficiente utilizzo delle risorse
comunitarie e un pacchetto per velocizzare il processo civile. È confermato che
si andrà in pensione a 67 anni a partire dal 2026. Fra tre mesi si saprà quanti
e quali terreni agricoli si potranno vendere.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 10 novembre 2011]
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