Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 10 Giovedì calendario

SERENITÀ BALOTELLI: "IO NON SONO UN MATTO"

Domani sera a Wroclaw l´amichevole con la Polonia, per l´assenza di durata imprecisata di Cassano e Rossi, sarà l´esame per Balotelli. Con Pazzini o Matri partner e il debuttante Abate come compagno d´avventura. Finalmente il giudizio sarà solo tecnico e non, come in passato (nelle scorse ore per l´interrogatorio sull´imprudente gita a Scampia con un pregiudicato), sulla vita privata.
Balotelli, è per il gossip che lei detesta le interviste?
«Preferisco parlare sul campo, così non rischio di essere frainteso. In Inghilterra ci sono giornali, tipo il Sun, che mi fanno schifo: mettono in prima pagina donne nude e scrivono cose non vere. Nel peggio, è meglio l´Italia».
Nostalgia del calcio italiano?
«No, la serie A è peggiorata. Il campionato inglese è davvero bello e il Manchester City è la squadra più forte. Sono migliorato nel pressing e nel rincorrere gli avversari, perché tutti corrono tantissimo. E sto prendendo più sicurezza, perché gioco con regolarità».
È più merito di Mancini o di Prandelli?
«Di entrambi. Non parlo dell´aspetto umano: dicevano che Mourinho doveva insegnarmi a essere uomo, ma a questo pensano i miei genitori. Parlo di tattica. Ora posso giocare da centravanti o da attaccante esterno, a destra e a sinistra. Mancini e Prandelli mi hanno dato la serenità che avevo un po´ perso».
Per colpa delle follie? Secondo Cassano lei, come matto, sarà il suo degno sostituto.
«Io non sono matto per niente. Magari posso fare a volte cose un po´ strane, divertenti. Se non le facessi, direbbero che sono noioso».
Rifarebbe tutto, inclusi la lite con Totti e il gesto di togliersi la maglia dell´Inter a San Siro?
«Sì. Veramente è Totti che ha dato il calcio a me. E senza l´episodio della maglia, magari adesso non sarei al City».
C´è un posto in Italia in cui si vede in futuro?
«In Lombardia».
Ma lei tifa per l´Inter o per il Milan?
«Mi piace il Milan, anche come società. Questo non significa che andrò via dall´Inghilterra, ci vivo benissimo. Un domani potrei anche tornare all´Inter, se ci fossero le basi. Nessuno ti deve spaccare la macchina, se vai in giro per Milano, i tifosi devono stare tranquilli e la squadra deve puntare in alto».
Che idea si è fatto della crisi dell´Inter?
«A Manchester non vedo la serie A: ho solo Sky inglese».
Buffon dice che lei è fortunato: ha il destino nelle sue mani e può diventare come Cristiano Ronaldo.
«Se lo dice lui, non mi resta che lavorare per riuscirci. Io penso di potere arrivare al top. Se sono fortunato, si vedrà in poco tempo: la fortuna non dura in eterno».
Domani, dopo 5 spezzoni, Prandelli le affiderà l´eredità di Cassano e Rossi: avverte pressione?
«Macché, sono prontissimo. Vorrei che un giorno giocassimo tutti e tre assieme, io, Antonio e Rossi. Potremmo entrare nella storia del calcio italiano: siamo forti».
Lei non esulta dopo i gol: è poco entusiasta del suo mestiere?
«Giocare a calcio è bellissimo, ma ho il mio modo di festeggiare. Accetto idee per l´esultanza: se segnassi nella finale di un Mondiale, studierei qualcosa. Intanto è ora di fare il primo gol in Nazionale».
Nel 2010 rifiutò il Ghana: che cosa significa per lei la maglia azzurra?
«Giocare per il mio paese e rappresentare tutti gli italiani: la cosa più bella che ci sia nel calcio».
Un anno fa a Klagenfurt la insultarono per il colore della pelle. Ritiene superato il problema del razzismo in Italia?
«Spero di sì. Ho provato a parlarne. Ma se ci sono persone ignoranti, ignoranti rimangono».