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 2011  novembre 10 Giovedì calendario

«Tutti al potere tranne noi» Il sogno leghista si avvicina - Bossi già parla da leader di op­posizione mentre annuncia il no della Lega al maxiemendamento sulla legge di stabilità,se toccherà pensioni e l’arti­colo 18 ( poi voterà sì perché il ddl è «tutto concordato»)

«Tutti al potere tranne noi» Il sogno leghista si avvicina - Bossi già parla da leader di op­posizione mentre annuncia il no della Lega al maxiemendamento sulla legge di stabilità,se toccherà pensioni e l’arti­colo 18 ( poi voterà sì perché il ddl è «tutto concordato»). È una prova generale per una soluzione possibile e non sgra­dita al Carroccio: stare fuori da tutto, non sporcarsi le ma­ni con «pastrocchi di palazzo» (Calde­roli), tornare agli an­ni ’90, alla Lega di battaglia (e di boom elettorali...). Stavol­ta non si registrano divisioni tra «maroniani», «bossiani» o «cerchisti». Anzi, il capo ha dato man­dato a Maroni di tenere la linea del par­tito ( è stato lui, a Che tempo che fa , a di­re che «la maggioranza non c’è più,me­glio il voto»). Maroni ha avuto uno scambio con Napolitano l’altro gior­no, alla festa per i 72 anni dei Vigili del fuoco. La linea ufficiale, che stanno se­guendo tutti, dice che o si trova un’al­ternativa interna all’asse Pdl-Lega (ma l’ipotesi Alfano ormai è data per tramontata dai leghisti, resta quella Schifani), o ci sono le elezioni. Il Car­roccio non vuole un allargamento a partiti che non erano nella coalizione, «quindi nessun governo con l’Udc di Casini» dice Reguzzoni. E niente tecni­ci alla Monti, uomini dei poteri banca­ri ostili alla Lega. «Se sono così fessi da mandarci all’opposizione, ci rifaccia­mo la verginità» avrebbe detto Bossi ai suoi. Molto dipenderà dal Cavaliere, da cosa chiederà a Bossi. In extremis la Lega potrebbe dare un appoggio ester­no, ma è ancora tutto da vedere. Maroni è tentato dall’ipotesi solita­ria. Che tra l’altro permetterebbe difa­re ordine nel partito, perché Bobo la­scerebbe il Viminale per fare il capo­gruppo alla Camera. Alcuni nella Lega sono convinti che la strada dell’opposi­zi­one sia l’effetto di una morsa dei par­titi «romani», che hanno sfruttato la cri­si per tagliare fuori la Lega. L’eurode­putato Matteo Salvini: «A Roma la vo­glia di fare un “governone” con dentro tutti tranne la Lega mi pare molto diffu­sa... » commenta su Facebook . Che sia un disegno delle «forze centraliste» o una exit strategy ottima della Lega, il re­sto del problema di via Bellerio è pensa­re come presentarsi alle elezioni. «Di­penderà da cosa succede nel Pdl, se si sfalda o se ci sarà ancora» spiega un di­rigente lombardo. La Lega potrebbe benissimo correre da sola, soprattutto se lo facesse da forza di opposizione. Ma potrebbe anche correre con Alfano candidato premier, senza escludere a priori l’Udc, così filtra dai vertici leghi­sti. Che hanno incassato un risultato positivo per la loro base, il passo indie­tro di Berlusconi e l’annuncio della sua non ricandidatura. Una mossa (se sarà confermata) che cambia tutto. E riapre un vecchio sogno di Bossi e di Maroni. Il modello Csu, il partito bava­rese che governa una delle regioni più ricche della Germania e impone le sue condizioni a Berlino. «Ce ne torniamo al Nord» dice un big maroniano, sorri­dendo, ma sul serio. Una Lega post­Berlusconi potrebbe cambiare strate­gia, puntare a conquistare le regioni del Nord da sola. «Ora se ne andrà For­migoni » sussurrano i leghisti, che nel caos Pdl prevedono una nuova stagio­ne nazionale per il governatore lom­bardo, e una casella che si apre.Ma tut­to dipende dalle mosse dell’attuale al­leato, e da Berlusconi, con cui l’asse è ancora valido. Il berlusconismo è fini­to? «Non so.Bisogna chiederlo a lui»,ri­sponde Bossi, che ha passato la serata a Palazzo Grazioli col suo stato maggio­re. Un Pdl senza Berlusconi sarebbe un’incognita anche per la Lega.Potreb­be radunare i moderati al centro, una nuova Balena bianca che lascerebbe fuori la Lega. Ma la gente di Pontida e della Padania non aspetta altro. Ma sì, lo dice anche Bossi:«Bello stare all’op­posizione ».