Gianluca Nicoletti, La Stampa 10/11/2011, 10 novembre 2011
L’ 11
superpalindromo ci trapasserà domani come un raggio salutare. A differenza delle tante apocalissi annunciate pare che sarà una giornata all’insegna della prosperità e dell’armonia. Venerdì 11 dell’11˚ mese dell’anno 2011 è comunque una data memorabile, in quanto composta da una fila imponente tutta fatta di numeri 1, tanto che quel 11/11/11 è già un logo che rimbalza ovunque nella Rete ci sia chi abbia voglia di organizzare cerchi magici, girotondi salvifici, meditazioni corroboranti.
Non si ha memoria certa di cosa cambiò nell’umanità nell’unico precedente di tale sequenza dataria, l’11/11/1111, che cadde di un sabato in pieno Medioevo, troppo lontano forse nella memoria storica. Ma un fatto è certo: l’uomo contemporaneo confida ancora in una realtà oscura per quanto riguarda l’inquietudine verso le combinazioni numeriche.
Per il gioco delle corrispondenze non c’è che l’imbarazzo della scelta: c’è chi ricorda come nella cabala ebraica, dottrina basata sui numeri, l’11ª sefirà corrisponda alla «Da’at», la Conoscenza, sicuramente il più positivo tra i tratti distintivi che si attribuiscono alla società occidentale moderna.
Ma anche la «carta 11» dei Tarocchi sembra essere di buon auspicio: raffigura la Forza in una signora che smascella un leone a mani nude. Per gli appassionati di scienze occulte, inoltre, l’11 novembre 2011 rappresenta un momento di vera e propria svolta per l’umanità: questa infilata di 1, infatti, farebbe scattare una mutazione «supermentale», che sarebbe una fase evolutiva della nostra coscienza globale, ancora nella sua fase di crescita.
Naturalmente c’è pure chi approfitta della coincidenza del numero 11 nella più recente delle catastrofi simboliche, quella dell’11 settembre. E altri la vorrebbero soltanto come un anticipo all’apoteosi distruttiva della profezia Maya del 2012. In realtà sia ultrascettici che neospiritualisti sono concordi nel volere, soprattutto volersi, convincere che questa orgia di 11 non potrà che portare sollievo.
Su YouTube transitano così idilliaci filmati di catene umane multietniche, con fanciulle estasiate e sorridenti che, assieme a signori ispirati e trascendenti, attraversano spiagge assolate, campi fioriti, foreste rigogliose e metropoli sfavillanti. Sembra quasi una di quelle visioni paradisiache degli opuscoli illustrati che devoti di varie categorie offrono porta a porta.
Uno dei temi ricorrenti nei circoli di chi ha dimestichezza con le più variegate e sincretistiche spiritualità è però quello che vorrebbe in questa data un cambiamento, non solamente ideale, ma che interessa anche il mondo fisico: una convergenza tra microcosmo e macrocosmo che provocherà addirittura l’apertura di un’altra dimensione. Per questa ragione già l’11 dicembre del 1992 numerose persone bianco-vestite si produssero in cerchi rituali al centro della Piana di Giza. Erano loro i precursori della mistica dell’11/11/11 che iniziarono così a favorire l’apertura di una sorta di «stargate» programmato per domani.
Anche la fondazione polacca «Dar Swiatowida» si era attribuito il compito del riequilibrio cosmico per questa straordinaria ricorrenza: aveva quindi iniziato a organizzare una cerimonia di meditazione collettiva che avrebbe dovuto far convogliare da tutto il mondo migliaia di persone per una salvifica «cerimonia d’amore» proprio di fronte alla Grande Piramide.
Il clamore, però, ha insospettito parecchi egittologi, che hanno fatto in modo che la sarabanda in siti archeologici fosse annullata. Per i «restauratori cosmici» è stato un dramma, ma noi sicuramente sapremo farcene una ragione.
ARMANDO TORNO sul Corriere
Come si fa a parlare dell’undici? È un numero primo, tra le cifre simboliche è indicato come «la dozzina del diavolo» e chi la sa lunga sui significati di questa delicata disciplina, dedotta dai pitagorici, assicura che dopo il 10 la sfortuna si accanisce. Altri, però, lo considerano simbolo di rinascita. Dopo quel 10 saccente e pieno, finalmente le carte si rimescolano. Domani, neanche a farlo apposta, sarà l’11/11/11 e, fatale combinazione, alle 11, 11 minuti e 11 secondi si creerà il più lungo palindromo con l’1. Già, palindromo. Vale a dire una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica (dal greco palin, indietro, e drómos, corsa). La storia non vi convince?
Chi scrive è leggermente preoccupato e non vorrebbe trovarsi alle 11, 11, 11 in un luogo sgradevole o con problemi in corso. Parafrasando Benedetto Croce, val sempre la pena ricordare che tali congetture non esistono, ma è bene tenerne conto. E poi la concatenazione è capitata soltanto una volta, e con più forza, nel 1111: fu in quell’anno che Enrico V fece imprigionare papa Pasquale II per ottenere il diritto di investitura e l’incoronazione imperiale, inoltre morì il filosofo al-Ghazali. Aveva 53 anni. Qualcuno, con un pizzico di perfidia, sosterrà che non si era cautelato a sufficienza da talune forze evocate. Proprio con quella combinazione che necessitava di ogni prudenza. Per quel che riguarda l’11 della nostra era, va detto che non ebbe effetti, perché il conteggio cristiano nascerà qualche secolo dopo con il monaco Dionigi il Piccolo. Poi fioccarono gli accostamenti, quali il 7/7/777 (per taluni quel giorno gli alchimisti arabi scoprirono l’acido solforico) o il 9/9/999, quando il sultano turco Mahmud I si insedia in India. Tornando a noi, va aggiunto che domani sarà il sesto momento sestuplo dal 2000 a oggi. Tutti ricordano il 02/02/02 o il 03/03/03. Questa volta però la data conterrà una sola cifra, la qual cosa equivale a un evento unico. L’anno venturo sarà l’ultimo che potrà vantare una data sestupla: il 12/12/12. E per quel giorno non si prevedono cose tranquille.
Ma non tutte le date palindrome sono foriere di sventure. Dipende dal numero che le forma. La corsa indietro che consente quella di domani è incentrata sull’uno. Gran bella cosa, giacché Dio creatore è inteso come «uno originario» che si manifesta nella dualità. Da tale combinazione rampollano tesi e antitesi, che danno vita alla sintesi, a quel 3 che vale come Trinità, triangolo, triade. Una regola dedotta dai Padri della Chiesa: «Tutte le cose buone sono sempre tre».
Per dirla in soldoni e con una considerazione: l’11/11/11 potrà essere un giorno felice e favorevole per i progetti se cercheremo di non realizzarli egoisticamente, con quell’1 sterile che si secca da solo. Che so?, far nascere società che moltiplicheranno i frutti grazie al flusso della triade; contrarre matrimonio, dal quale potrà nascere quel terzo che suggellerà il pronostico. Però è venerdì. E tale giorno è degno di riserve. Recita una massima popolare: «Di Venere e di Marte non ci si sposa né si parte». Che dire?
Sulle partenze, si sa, la disciplina è mutata, a causa del cambiamento dei mezzi per viaggiare. Ma sul matrimonio conviene essere prudenti. Domani chi volesse pronunciare il fatidico sì alle 11, 11 minuti e 11 secondi, non si dimentichi che, appunto, è venerdì (anche se The Guardian annuncia una valanga di intenti sponsali). Calma. Forse è meglio fare altro. E questo senza dare retta al caro Mario Monicelli che considerava matrimonio e parenti le disgrazie peggiori della vita. O al regista Darren Lynn Bousman che sulla singolare circostanza ha gufato realizzando un film horror. Secondo la sua tesi, le combinazioni dell’11 sono in grado di mettere in contatto gli umani con il soprannaturale.
Suggerimento: lasciate perdere questo genere di comunicazioni, quanto al matrimonio è meglio rinviare alla prossima data palindroma. Certo, occorre aspettare qualche secolo. Ma non stanno ripetendo tutti che la vita si è allungata?