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 2011  novembre 10 Giovedì calendario

Le favole di un italiano hanno stregato casa Pixar - Sono «solo» sette minuti. Ma la prossima estate sarà il cortome­traggio diretto da un italiano più vi­sto al mondo

Le favole di un italiano hanno stregato casa Pixar - Sono «solo» sette minuti. Ma la prossima estate sarà il cortome­traggio diretto da un italiano più vi­sto al mondo. No, non è una profe­zia. È una certezza. Sì, perché Lalu­na di Enrico Casarosa è il corto di animazione scelto per accompa­gnare- come vuole la tradizione- il nuovo lungometraggio della Pixar, Brave - Coraggiosa e ribelle basato su una leggenda nordica con protagonista una giovane eroi­na, diretto da Mark Andrews e Brenda Chapman e in uscita in tut­to il mondo a fine giugno 2012. An­che se tra poco a Milano, dal 23 no­vembre al 14 febbraio, sarà possibi­le vederne alcune immagini in an­teprima alla mostra del Padiglione d’Arte Contemporanea Pixar - 25 anni di animazione . A scegliere il lavoro del regista ge­n­ovese è stato John Lasseter in per­sona (ospite per un incontro il 21 novembre al milanese Teatro Dal Verme), in Pixar fin dai tempi in cui era una divisione della Lucasfilm poi acquistata da Steve Jobs e ora di proprietà della The Walt Disney Company, che è stato letteralmen­te fulminato dal corto: «Nel 2009 ci avevo lavorato per tre mesi prima di parlarne con lui. Di solito quan­do si va dal boss si devono avere tre idee pronte da sottoporgli. Lui ha scelto immediatamente La luna , amandone il sapore mediterra­neo, i rimandi alla cultura e al cine­maitaliano », spiegaEnricoCasaro­sa che recentemente ha presenta­to il suo cortometraggio al View Fest 2011 di Torino, dopo una lun­g­a gavetta iniziata vent’anni fa con il trasferimento, appena dopo il mi­l­itare e senza alcun diploma in ta­sca («Ma negli States il diploma lo conquisti sul campo, qui contano i risultati sul lavoro») da Genova a New York per studiare animazio­ne. Passione, talento, tanti piccoli passi - tra cui la collaborazione ai Blue Sky Studios ( L’era glaciale e Robots ) - e si aprono le porte della prestigiosa Pixar (in cui ci sono an­che altri italiani come Guido Qua­roni, responsabile del dipartimen­to artistico, e Davide Pesare, diret­tore tecnico del reparto «ombreg­giature »), dove lavora come Story Artist.Ovverosia:«Coluichevisua­lizza la sceneggiatura, cioè, sulla base del copione, disegna inqua­dratura per inquadratura, perso­naggioperpersonaggio, espressio­ne dopo espressione, tutto quello che è contenuto nello script», spie­ga i­l regista che in passato ha colla­borato a titoli come Cars , Ratatouil­le e Up e ora è già al lavoro sul film Pixar del 2013, Dinosaurs di Peter Sohn.Certo la regia è tuttaun’altra cosa e il sogno di Casarosa è un lun­gometraggio di animazione. Ma in­tanto questi sette minuti sono pu­ro cinema: «È la storia- spiega il re­gista amante di Fellini (su Twitter racconta di aver chiamato la figlia Giulietta in onore della Masina) e del maestro dell’animazione nip­ponica Miyazaki - di un bambino in una barca chiamata La luna , la sera in cui il padre e il nonno lo por­tano per la prima volta al lavoro con loro. Quando arrivano al largo e si fermano, una bellissima luna viene fuori dal mare e noi come pubblico siamo un po’ come il bambino, cerchiamo di scoprire cosa fanno i due uomini che hanno continui battibecchi e in cosa con­sista questo lavoro connesso alla luna: un mestiere fantastico e stra­no ». Tre generazioni a confronto ­il padre omone con i baffi, il nonno lunga barba bianca, il bambino oc­chietti vispi - in cui non mancano gliaccenniautobiografici: «Perda­re un c­uore alla storia mi sono ispi­rato al mare di Genova e alla mia in­fanzia con mio nonno in casa che non andava d’accordo con mio pa­dre », dice Casarosa che per la parte del racconto più fantastica rievoca le atmosfere de Il piccolo principe e dei racconti di Calvino dedicati al­la luna.