Vito Fatiguso, www.corriere.it 10/11/2011, 10 novembre 2011
BARI - È
rimasto online, per mezza giornata, l’avviso di selezione pubblica per un addetto stampa voluto da Serenella Molendini, consigliera di Parità della Regione Puglia. Un bando che è stato ritirato dopo una contestazione lampo del sindacato dei giornalisti. Il motivo? Scorrendo il testo, infatti, è emersa subito una particolarità alquanto vistosa. Tra i criteri previsti dalla selezione, pubblicata l’8 novembre scorso, c’era un requisito indicativo delle finalità del concorso: «Il presente bando è rivolto solo a donne in quanto trattasi di un’azione positiva della Consigliera di Parità nei confronti delle donne della Regione Puglia, considerando il gap occupazionale tra donne e uomini in Puglia e tra donne del centro nord e sud Italia». Una sorta di paletto posto dalla consigliera per realizzare un torto: discriminare di fatto gli uomini. La vicenda è emersa per via di un carteggio tra l’Assotampa, il settore Organizzazione del personale della Regione e la Consigliera. Quest’ultima in una lettera chiarisce l’obiettivo dell’iniziativa in risposta alla messa in mora del sindacato. «L’avviso pubblico per una risorsa esperta in comunicazione di genere, informazione e ufficio stampa a supporto della Consigliera di parità - è riportato nella lettera - è un avviso rivolto alle donne perché trattasi di azione positiva, come da Direttiva europea 54/2006, e dal Dlgs. 5/2010».
Bando sospeso anche online
Bando sospeso anche online
L’ASSOSTAMPA - Secca la replica, riportata in una comunicazione, dell’Assostampa: «Le azioni che lei cita - scrive Raffaele Lorusso, presidente del sindacato dei giornalisti - non possono mai tradursi nella discriminazione di un genere. Nella fattispecie, lei intende promuovere un’azione positiva a favore del genere femminile, discriminando quello maschile. Il richiamo a quella norma è fuori luogo, almeno nel caso in esame, in quanto le misure e le azioni di cui alla citata legge si riferiscono al "sesso sotto rappresentato". Tale norma potrebbe essere invocata per le nomine in organismi di rappresentanza (ad esempio, consigli d’amministrazione o giunte di enti pubblici), ma una selezione pubblica per l’accesso a un posto di lavoro nella pubblica amministrazione non può essere sottratta al rispetto dei principi generali previsti negli articoli 3 e 51 della nostra Carta costituzionale».
L’ALTRA CONTESTAZIONE - Nel bando viene anche indicato il requisito dell’iscrizione, da almeno un anno, all’albo dei giornalisti - elenco pubblicisti. Anche questa prescrizione viene contestata. «Così vengono esclusi - conclude Lorusso - i giornalisti professionisti, gli unici professionalmente abilitati, come da disposizioni di legge, a esercitare la professione». Sull’argomento il direttore dell’area Personale, Bernardo Notarangelo, fa sapere che sarà avviato un tavolo di confronto su tutte le assunzioni che interessano la figura professionale dei giornalisti.
Vito Fatiguso