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 2011  novembre 10 Giovedì calendario

SPORTEGOLANDO 20111110

SPORTEGOLANDO 20111110
GHETTO. «L’etichetta di bad boy è un timbro che mi hanno messo i primi giornalisti svedesi, anche se non facevo nulla. Forse vedevano da dove venivo. Non è un problema. Mi piace. Mi dà forza. Non ho mai cercato di diventare un altro: io faccio tutto quello che sento. Sono così. Puoi togliere il ragazzo dal ghetto, non il ghetto dal ragazzo. Certo adesso ho 30 anni e rappresento il Milan: ho imparato a controllarmi» (Zlatan Ibrahimovic).
FELICITÀ. «Sono contento del primo posto in classifica. Sono contento di tutto anche perché lavoro ogni giorno per migliorarmi. E chiaramente sono contento della squadra che sta facendo bene e gioca sempre bene. E di me che mi sto ritagliando spazi importanti. Il mister mi sta aiutando a crescere. E se hai un problema ti parla. Il resto lo fa Asamoah, mio compagno anche in Nazionale, che gioca con me anche a Udine» (Emmanuel Badu, 21, centrocampista dell’Udinese).
RESPONSABILIZZATO. «Con gli infortuni di Rossi e Cassano adesso la vetrina della Nazionale tocca a Balotelli. Ma Mario non ha bisogno di sentirsi responsabilizzato. In questo periodo segna sempre e fa cose straordinarie, riesce a giocare bene in qualsiasi situazione. E poi in Nazionale non ha mai avuto problemi. È importante, può far vincere delle partite anche con una giocata. Ce ne sono pochi di giocatori così» (Gianluigi Buffon).
FAME. «Domenica prossima ci sarà Milano-Siena. Sicuramente un antipasto della sfida scudetto. E speriamo che venga fuori una bella partita. La chiave per batterli sarà aggredire noi per primi per imporre alla gara il nostro ritmo e, soprattutto, cercare di mettere in campo tanta cattiveria agonistica. Sia noi che loro siamo squadre con tanta qualità, la differenza, alla fine, la farà la fame che metteremo» (Danilo Gallinari della Olimpia Milano basket).
RICORDI. «Milano mi piace: ci ho vissuto dai 18 ai 21 anni, a via Teodorico 3, vicino a Piazza Firenze. E ho un meraviglioso ricordo della mia giornata-tipo: tennis al Tc Bonacossa, tram e poi metro per andare dal preparatore atletico a San Donato, e ritorno, con stop al Duomo per comprare le castagne. Mi piace, se solo ci fosse un po’ di sole…Qui i mezzi pubblici funzionano bene, la metro è bella, pulita» (Flavia Pennetta, prima tennista italiana a entrare nella top ten mondiale).