Ilgiornale.it Marino Smiderle, 10 novembre 2011
Il Veneto è all’avanguardia e la giunta Zaia ha licenziato una delibera ad hoc che prevede che ciascuna casa funeraria presente nelle ditte private del ramo sia dotata di «apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita»! L’assessore regionale alla Sanità: "Tutti abbiamo paura di essere sepolti vivi" l’assessore Coletto guarda avanti
Il Veneto è all’avanguardia e la giunta Zaia ha licenziato una delibera ad hoc che prevede che ciascuna casa funeraria presente nelle ditte private del ramo sia dotata di «apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita»! L’assessore regionale alla Sanità: "Tutti abbiamo paura di essere sepolti vivi" l’assessore Coletto guarda avanti. «C’è un aspetto sociale non secondario legato alla morte - azzarda - ed è la paura di essere sepolti vivi. Noi lo risolviamo». La stanza dell’ultimo viaggio, sempre che la telecamera non riveli movimenti sospetti, deve essere alta almeno tre metri e mantenere una temperatura costante, d’estate come d’inverno, di 18 gradi, con un livello di umidità relativa del 60 per cento. Insomma, se il cadavere avesse intenzione di riaversi, deve trovare le condizioni ideali per farlo. «C’è ben poco da ridere - ha puntualizzato l’assessore Coletto. Ilgiornale.it Marino Smiderle