Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Ultime sulla manovra. Ieri pomeriggio, alla fine di un vertice di maggioranza governato da Tremonti, sono stati presentati i seguenti emendamenti alla manovra (che andrà in aula al Senato martedì e dovrebbe essere approvata entro sabato 10): • chi evade oltre i tre milioni di euro non potrà più godere della sospensione della pena, ma finirà dritto in galera e ci resterà per il tempo previsto dall’attuale normativa; • i comuni potranno pubblicare on line i redditi «di categorie di contribuenti o di redditi»; • i proventi della Robin Hood Tax andranno a ridurre i tagli agli enti locali, e non riguarderanno i tagli ai ministeri (prima enti locali e ministeri facevano 50 e 50); • le società di comodo – cioè quelle costruite per occultare patrimoni – subiranno un Ires maggiorata del 10,5%. Su quale reddito si applicherà questa aliquota? Su quello «imputato per trasparenza»; • nel triennio 2012-2014 i comuni incasseranno il 100 per cento della lotta all’evasione legata agli immobili del territorio; • Tremonti ha annunciato che nelle dichiarazioni dei redditi bisognerà specificare le banche con cui si hanno rapporti, e con queste «l’Agenzia delle Entrate può procedere alla elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo».
• Che cos’è il reddito imputato per trasparenza?
Significa che in certe società il fisco non crede al
reddito denunciato, ne ipotizza uno diverso e lo imputa a tutti i soci, uno per
uno, secondo la quota di società che possiedono. È una norma forte, che se
venisse applicata sul serio metterebbe parecchio paura ai possessori di
aziende, specie ai possessori di aziende medio-piccole. Il problema è: il
governo vuole davvero colpire gli evasori?
• No?
Ho i miei dubbi. Mandando in galera chi evade più di
tre milioni, si salva tutta quella platea immensa, formata da commercianti
artigiani e liberi professionisti (cioè, per esempio, il bar che non ti dà lo
scontrino, l’idraulico che ti fa il 20 per cento di sconto se lasci perdere la
fattura e il medico che si comporta pure peggio). I rappresentanti di queste
categorie non hanno protestato, e questo silenzio è più eloquente di una
tabellina dell’Istat. Idem per questa storia dell’imputazione per trasparenza.
Si può fare già adesso? E allora si faccia. Berlusconi non vuole la
patrimoniale, non vuole il contributo di solidarietà, il carcere con i tre
milioni è una finta, l’imputazione per trasparenza sarà tutta da vedere. La
prudenza del governo di fronte alla grande massa di evasori, si vede anche da
quest la Germania e l’Inghilterra hanno fatto un accordo con le banche
svizzere in base al quale le banche stesse tasserebbero i depositi segreti
provenienti da clienti tedeschi e inglesi per il 48% del reddito, previa un’una
tantum del 19-34% sul deposito stesso. Per noi potrebbe trattarsi di una cifra
da 12 miliardi. Invece niente, Berlusconi non vuole e Tremonti neanche.
• E allora che vogliono?
Berlusconi vuole però l’aumento dell’Iva (e pure
Tremonti, però più in là). L’aumento dell’Iva sarà di uno o di due punti.
Perché Berlusconi lo preferisce a tutto il resto? Perché colpisce tutti, quindi
farà incazzare al massimo il consumatore generico senza conseguenze sulle
lobbies propriamente dette. Facevano così anche i sovrani assoluti di prima
dell’unità d’Italia: per i 7/8 i loro proventi venivano dalla tassa sul sale o
sui tabacchi (o sul macinato). Il nostro fisco è iniquo, ma questo non
significa che le tasse, col parlamento che le controlla, non siano il sale della
democrazia. Qui, anche per le incertezze e i ripensamenti, sembra di essere
invece all’ultimo stadio della democrazia. E poi è sempre più insistente le
voce che gli inasprimenti annunciati preparino in realtà un condono, servano
cioè soltanto a spaventare i contribuenti per indurli ad accettare un perdono a
pagamento (più basso del dovuto, naturalmente).
• Con queste modifiche ai 45 miliardi ci si arriva?
Tremonti dice di sì, Berlusconi pure («sono vigile
sui provvedimenti che stiamo predisponendo»). I dubbi però restano. I proventi
della lotta all’evasione sono incerti nelle quantità e soprattutto nei tempi,
come abbiamo detto già ieri. Qui invece si vuole – o si voleva – raggiungere il
pareggio di bilancio entro il 2013. Non lo so.
• L’Europa? Per ora non ci puniscono?
Per ora stanno a guardare, per capire come andrà a
finire. L’altro giorno è arrivata una raccomandazione della Ue: fate la manovra
pensando anche alla crescita. Ieri Federico Fubini ha segnalato che in queste
tre settimane la Bce ha comprato sempre meno Btp: 22 miliardi i primi sette
giorni (bonos compresi), 15 la seconda settimana, sei la terza. I tedeschi non
vogliono e la stessa Banca centrale è riluttante alla pratica di acquistare i
titoli dei Pigs. In ogni caso, non potrà continuare a comprare più in là di
ottobre
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 2 settembre 2011]
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