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 2011  settembre 02 Venerdì calendario

IL SOGNO DI MADONNA "RIFARE LA DOLCE VITA" - VENEZIA

Il vestitino nero anni ´30, diritto e a metà polpaccio, colletto e polsini bianchi, potrebbe essere un Balenciaga appartenuto a Wallis Simpson; le croci che porta al collo e al polso ricordano, con minor preziosità, quelle che la duchessa di Windsor riceveva spesso in dono dal duca suo marito. Madonna splende, eterna ragazza del ´58, emanando un aura di imperio gentile.
Emanando un potere assoluto di ricchezza, fama, talento, appena appannato da un soffio di noia.
Continua ad essere il massimo personaggio dello star system, una celebrità solitamente inavvicinabile: che invece sia pure mantenendosi umanamente lontana, si avvicina a una piccola folla di giornalisti rapiti, dondolando sugli alti tacchi, fiancheggiata dalla truccatrice che ne fissa in continuazione il volto perfettamente truccato caso mai necessiti un ritocchino, inseguita dal parrucchiere che le pettina e ripettina i lunghi capelli biondi stile Hollywood anni ´50. Se si fa un film che dovrebbe perpetrare le sue fortune e suscitare massima ammirazione, un sacrificio si può fare: e il film presentato ieri sera fuori concorso, il suo secondo come regista e sceneggiatrice, è quel W.E. di cui si è tanto favoleggiato da incasinarlo notevolmente, e che vedremo in Italia il prossimo gennaio.
Lei considera quello della duchessa e del duca di Windsor davvero un amore da fiaba?
«È la protagonista del film, una infelice ragazza alto borghese degli anni 90, che alla ricerca del grande amore, si imbatte in quella vecchia storia apparentemente romantica, e se ne lascia sedurre».
E lei cosa ne pensa?
«Quando ho cominciato ad approfondire la loro storia, mi sono resa conto che come sempre nulla è come immaginiamo. E ho capito che se c´era un re che rinunciava al trono, le sue ragioni non potevano limitarsi all´amore per una donna. E per esempio non si è mai sottolineato a cosa la signora Simpson abbia rinunciato, cosa abbia perduto, legandosi per sempre a un uomo che l´aveva imprigionata nelle sue nostalgie, nelle sue delusioni, nel suo amaro esilio, che aveva perso ogni ruolo, e non poteva più tornare in Inghilterra da una madre che amava, da un fratello diventato re al suo posto. In ogni caso sono sicura che per chi lo vive, un amore non è mai banale, è sempre un momento prezioso della vita».
La Wally degli anni ´90 e la Wallis degli anni 30 hanno in comune nel film un marito che le pesta a sangue: tenendo conto che lei ha avuto numerosi compagni e che nel suo divorzio da Sean Penn si parlò di violenza domestica, si tratta anche di una sua esperienza personale?
«No ovviamente, se mi fosse mai capitato di essere picchiata da un uomo, se ne sarebbe pentito amaramente».
Buona parte del film si svolge da Sotheby´s di New York,e riproduce la famosa asta del 1998, quando Mohamed al Fayed, che era il proprietario del palazzo parigino di Bois de Boulogne dove aveva abitato la coppia ducale, e che aveva da poco perso il figlio Dodi insieme alla principessa Diana, mise in vendita tutto il suo contenuto, dalle coppe d´argento in cui mangiavano gli adorati carlini, ai cuscini ricamati dallo stesso duca. Lei aveva acquistato qualche souvenir con incise o ricamate ovunque le cifre W.E.?
«No, non l´avevo neppure visitata. Ma ho avuto la fortuna i poter avere nel film il battitore di allora, che mi ha consentito di ricostruire gli oggetti, il pubblico, l´andamento delle vendite».
Lei ha impiegato più di due anni di ricerche storiche e anche umane. Per esempio è vero che ha avuto la possibilità di leggere le lettere della duchessa, che al Fayed ancora conservava, come nel film riesce a Wally?
«Certamente. Sono le lettere che lei scriveva a una certa zia Betty, americana, e soprattutto al secondo marito, Ernest Simpson che nel 1937 le aveva concesso il divorzio, e con cui era rimasta in ottimi rapporti, a cui confidava la sua lunga delusione e il suo sentirsi prigioniera, e che forse rimpiangeva. A loro raccontava delle difficoltà delle sua vita, dell´ostracismo, dopo la seconda guerra mondiale da parte di molta gente, degli arrivisti che frequentavano e che non erano certo all´altezza di un re sia pure in esilio».
Secondo lei cosa aveva attratto maggiormente il re in Wallis Simpson, a parte i gossip sulle sue prodezze sessuali?
«Io credo l´essere americana, cioè irriverente, spiritosa, libera, mentre lui veniva da un´educazione ancora vittoriana, severissima, molto bigotta».
E lei Madonna, cosa la rende irresistibile?
«Non so proprio, forse la mia tenacia, forse la mia capacità di resistenza fisica».
Cosa le fa dire nel film che l´accusa di filonazsmo della coppia era solo un crudele pettegolezzo?
«Non ho trovato nessun documento che lo comprovasse».
A parte che allora l´Inghilterra era in ottimi rapporti con la Germania, è famosa la foto della coppia ricevuta da Hitler nell´ottobre del 37, pochi mesi dopo il loro matrimonio.
«Diciamo allora che è Wally, presa dal suo sogno romantico, a non volerlo sapere».
Sta lavorando a un nuovo disco?
«Certo, e sarà pronto presto».
Nella sua vita piena e instancabile, c´è ancora posto per il Malawi?
«Non lo abbandonerò mai, anche se in questo periodo è meglio non andare perché è in corso una specie di guerra civile. I miei due figli più piccoli adottati, vengono dal Malawi, David e Mercy, e appena possibile li porterò com me».
Sta già pensando a un altro film?
«Ho da tempo un sogno che però è irrealizzabile: girare un remake di uno dei film che più mi ha segnato dal punto vista dell´amore per il cinema: La dolce vita: ma temo che girare in Italia costi troppo».