Alessandro Madron, il Fatto Quotidiano 2/9/2011, 2 settembre 2011
I MINISTERI FANTASMA DELLA LEGA A MONZA
Porte chiuse, zero indicazioni e nessuna forma di vita percepita. Questa l’immagine dei ministeri del nord in quella che era stata annunciata come la loro prima giornata di operatività. A spiccare, invece, sono solo le proteste di una delegazione di imprenditori e commercianti veneti, arrivati in Lombardia per urlare la loro indignazione.
Alla Villa Reale di Monza quello di ieri sarebbe potuto essere un tranquillo inizio di stagione: le scuole che aprono i battenti per gli esami di riparazione, le persone a passeggio nel parco e il traffico del lavoro che torna ad affollare le strade. Tutto normale. Tutto normale se non fosse che non più tardi di un mese e mezzo fa (era il 23 luglio) proprio alla Villa Reale erano stati inaugurati in pompa magna gli uffici distaccati dei ministeri del Tesoro, della Semplificazione, del Turismo e delle Riforme, in barba alle polemiche politiche e ai moniti del Colle. In quell’occasione i ministri Roberto Calderoli, Umberto Bossi, Giulio Tremonti e Michela Vittoria Brambilla, davanti a tutto il loro seguito di autorità, annunciarono che gli uffici sarebbero stati operativi a partire dal primo di settembre.
Provare per credere. Così, davanti alla sede dei ministeri monzesi, ieri si è lentamente formato un nugolo di giornalisti e curiosi. Per i meno esperti non è stato per nulla facile capire dove andare a parare. La Villa Reale è grande. Ospita uffici e servizi di vario genere: dalle forze dell’ordine alla scuola, dal museo agli spazi comunali. Ma, a prima vista, di ministeri nemmeno l’ombra. Non un cartello, un’indicazione , una bandiera o un’insegna. Solo dopo aver chiesto qualche informazione si scopre che i tanto decantati uffici si celano dietro ad un’anomia porta in ferro e vetro (opaco), senza targhe e senza nemmeno un campanello a cui suonare. Una porta anonima e rigorosamente chiusa. A metà mattinata la porta è stata aperta da Maurizio Bosatra, il capo di gabinetto del ministro Calderoli che, a chi gli ha chiesto conto della situazione, ha risposto: “Nessuno ha mai parlato del primo di settembre. Comunque io sono qui per accogliere i rappresentanti dell’Ascom di Padova che stanno arrivando in delegazione”. Ed è solo grazie ai commercianti veneti che qualche membro dello staff ministeriale si è fatto vivo dalle parti di Monza. Ieri mattina, una quarantina di imprenditori padovani hanno infatti inscenato una manifestazione di protesta contro le misure previste dalla manovra fiscale.
Esasperati dalla crisi e dalla mancanza di risposte, hanno scandito slogan anti governativi, senza fare sconti a nessuno: “Siamo incazzati con tutti coloro che promettono e non mantengono – hanno urlato in coro -, le nostre aziende stanno per chiudere è ora di rendersene conto!”. Poi ha preso la parola Fernando Zilio, presidente di Ascom Padova: “Non volevano farci venire, anche ieri ci hanno chiamato tre volte per chiederci di rinunciare a questa manifestazione. Ma noi non ne possiamo più. Le nostre condizioni peggiorano ogni giorno e loro fanno i ministeri finti, non possiamo andare avanti così. Credo che in questo momento rappresentiamo la delusione e la rabbia di tutte le imprese d’Italia”. Una delegazione è stata accolta dal collaboratore del ministro Calderoli all’interno degli uffici (ancora mezzi spogli).Unincontrochenonsembraaverli soddisfatti: “Il ministro ha telefonato e ci ha detto che le istanze delle piccole imprese verranno prese in considerazione – ha riferito il direttore di Ascom Padova, Federico Barbierato -. Ma siamo molto preoccupati. Soluzioni come l’aumento dell’iva o nuove tasse per noi non sono sostenibili. Credevamo che questo fosse un governo amico, il governo della svolta, in realtà per ora di fatti concreti non ne abbiamo visti”.
Prima dell’una i manifestanti hanno fatto rientro verso Padova e la porta dei ministeri è stata chiusa fino a nuovo ordine.