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 2011  settembre 02 Venerdì calendario

POVERI

Gli italiani, più poveri dopo dieci anni di euro. Analizzando i bilanci delle famiglie italiane nel periodo compreso tra il 2001-2002 e oggi, Altroconsumo dice però che non è tutta colpa della moneta unica. A fronte di un aumento medio dei prezzi al consumo del 21%, il reddito pro capite è cresciuto meno velocemente, del 14%, con una conseguente riduzione del potere d’acquisto del 7%. Fattori che hanno determinato la contrazione della spesa: gli aumenti di prezzo di cereali e derivati (+49% farina e altri cereali), i rincari nei trasporti (trasporto marittimo: +147%; trasporto aereo: +61%; treni: +46%; taxi: +34%); la corsa delle bollette di acqua (+52%) e gas (+34%), l’incremento della tassa per la raccolta dei rifiuti (+33%), del canone Telecom (+25%, pressoché parallelo all’inflazione) ed elettricità (+24%). Aumenti si sono registrati anche per alcolici e tabacchi (+53%), stabilimenti balneari (+61%) e istruzione secondaria superiore (+59%). Il passaggio alla nuova valuta non ha portato di per sé incrementi diretti: «Su rincari di prezzi e tariffe – dice Altroconsumo – hanno inciso più gli ostacoli alla concorrenza, l’inefficienza industriale e i freni alla distribuzione più moderna o all’offerta anche attraverso la rete».