varie, 2 settembre 2011
Dorothee Elisabeth Roth, 57 anni. Originaria di Du’sseldorf, titolare di una società di trading e consulting, residente a Firenze, nubile, il 17 luglio si chiuse in bagno, sigillò la porta col nastro adesivo per impedire l’ingresso di ossigeno nella stanza senza finestra, e si lasciò morire per asfissia
Dorothee Elisabeth Roth, 57 anni. Originaria di Du’sseldorf, titolare di una società di trading e consulting, residente a Firenze, nubile, il 17 luglio si chiuse in bagno, sigillò la porta col nastro adesivo per impedire l’ingresso di ossigeno nella stanza senza finestra, e si lasciò morire per asfissia. Il corpo, mummificato, circondato da resti di vermi e larve, trovato venerdì 2 settembre quando i vicini, sentendo arrivare dal suo appartamento un odore nauseabondo, chiamarono un conoscente che aveva le chiavi di casa. Un biglietto, datato 17 luglio: «Non vorrei nessun intervento per salvare la mia vita, anzi vorrei che la mia scelta di morire fosse rispettata. Vorrei essere cremata e le mie ceneri gettate in Arno». Dopo domenica 17 luglio in un appartamento al numero 24 di Borgo Ognissanti a Firenze.