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 2011  settembre 02 Venerdì calendario

LA CHIMICA PUNTA SUGLI ACQUISTI IN RETE

«Squadra che vince non si tocca». Andrea Melgrati, amministratore unico della Mgm, azienda varesina della gomma-plastica, esclude senza troppi giri di parole l’ipotesi di una crescita attraverso fusioni e acquisizioni. La sua azienda ha dimensioni ridotte, 6,2 milioni di fatturato con 32 addetti. In teoria dovrebbe essere tra le prime, nel settore, a sposare la tesi della necessità di uno sviluppo dimensionale. Utile non solo per aggredire con maggiore efficacia i mercati esteri, ma come ha indicato uno studio di Centrobanca presentato alle aziende delle chimica e della gomma-plastica varesina, anche per invertire il trend di una progressiva erosione dei margini. «La corsa delle materie prime – spiega il responsabile della Business Intelligence di Centrobanca Pio De Gregorio – ha messo le aziende sotto pressione, mettendo in evidenza i limiti di un modello di sviluppo basato sulle Pmi. In particolare, nel settore della gomma-plastica, il costo del capitale nei prossimi anni supererà il rendimento atteso, rendendo necessaria un’azione forte sul mark-up. La soluzione? Crescita esterna con fusioni e acquisizioni per aumentare le economie di scala». Comparti rilevanti, quelli della chimica e gomma-plastica di Varese, con un giro d’affari da 2,5 miliardi per le 81 aziende prese in considerazione nello studio, che esamina risultati economici e struttura patrimoniale dei due settori. Si tratta per lo più di Pmi, che tuttavia non sembrano inclini a fare shopping. «Qui attorno – spiega Vittorio Veneziani, direttore generale della Viba, azienda chimica di Tradate – non mi pare ci sia molta voglia di aumentare la capacità produttiva. La crisi del 2008-2009 ha lasciato il segno, noi ad esempio abbiamo dovuto adottare un contratto di solidarietà». Tuttavia, il nodo delle materie prime e la pressione sui margini provocata dal raddoppio dei listini in pochi mesi è ben presente sul territorio. Per questo, martedì 6 verrà convocato un tavolo congiunto all’Unione Industriali di Varese per valutare la possibilità di effettuare acquisti comuni, che arriverebbero a centinaia di migliaia di tonnellate per le diverse tipologie di prodotto. Promotori dell’iniziativa sul territorio proprio Melgrati e Veneziani, rispettivamente presidenti del gruppo Gomma-Plastica e Chimica nell’Unione Industriali di Varese. «I risparmi possibili – spiega Veneziani – potrebbero essere nell’ordine del 3-5% e questo per il settore è rilevante, visto che gran parte del costo finale dei nostri prodotti è proprio rappresentato dalle materie prime». «Sono ottimista – aggiunge Melgrati – e l’ipotesi di una rete verticale all’interno della filiera mi pare abbia buone possibilità di successo». Intanto, però, le strategie delle aziende non si fermano e l’orientamento principale è oltreconfine. Nonostante le ridotte dimensioni, Vbm produce anche in Romania dal 2000. Scelta fondamentale – spiega Melgrati – per razionalizzare la produzione. Viba, 66 milioni di ricavi previsti nel 2011, è presente in Cina e Ungheria con due joint-venture e ha siti produttivi anche in Spagna e Francia. Allo studio l’ingresso in Brasile, dove il settore chimico è in crescita stabile ormai da anni. Le dimensioni ridotte, dunque, non impediscono alle aziende locali di crescere all’estero: la quota di export è spesso superiore al 50% ma vi sono anche casi estremi, come la Tecniplast di Buguggiate, dove le vendite oltreconfine sfiorano il 100% per alcune linee. L’azienda opera in una nicchia particolare, le gabbie per piccoli animali da laboratorio (topi e ratti), e vanta tra i propri clienti le principali università mondiali, tra cui Harvard, o i maggiori centri di ricerca, come il Max Planck Institute. «Su 360 addetti – spiega l’ad Alessandro Bernardini – il 10% è impegnato in ricerca e abbiamo ottimi rapporti con le università e in particolare con l’istituto tecnico per periti plastici di Varese, da cui assumiamo alcuni giovani». Tecniplast, con 146 milioni di ricavi nel 2010, ha anche una divisione che segue prodotti plastici di design e conferma la necessità di una strategia mirata per differenziarsi in assenza di dimensioni eccessive. Basteranno queste scelte strategiche per il futuro? Per Giovanni Brugnoli, presidente dell’Unione Industriali di Varese, la sfida delle aggregazioni va comunque colta, pur conoscendo le difficoltà, insite nella struttura dei settori coinvolti. «A unire queste imprese – aggiunge – è il sapere tecnologico, dobbiamo riuscire a lavorare per arrivare a sviluppare un senso di appartenenza ad una rete comune di imprese che abbia come fine la condivisione prima e la soluzione poi delle stesse problematiche». L’avvio di una rete per gli acquisiti di materie prime potrebbe essere il primo passo concreto in questa direzione.