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 2011  settembre 02 Venerdì calendario

LO UNITED TORNA IN UTILE BOOM DI COSTI PER LE BIG - I

Reds passano dal rosso al nero. Il Manchester United, prima in classifica nella Premier League inglese, ha annunciato ieri un ritorno all’utile lasciandosi alle spalle le perdite dell’anno scorso e rafforzando la sua posizione in vista dell’Ipo da 1 miliardo di sterline alla Borsa di Singapore il mese prossimo.

Il successo in campo della squadra, che quest’anno ha battuto tutti i record vincendo il campionato inglese per la diciannovesima volta e ora punta alla ventesima, ha contribuito ai risultati positivi aumentando le vendite di biglietti e di magliette e potenziando gli accordi sui diritti televisivi e di sponsorizzazione. I ricavi del Manchester United sono aumentati del 16% a 331,3 milioni di sterline nell’ultimo anno, mentre l’utile è stato di 29,7 milioni di sterline, contro una perdita di 14,9 milioni l’anno precedente.

L’indebitamento accumulato sulla squadra dai proprietari americani, la famiglia Glazer, continua però a pesare: 51,3 milioni di sterline, quasi la metà dell’utile operativo record di 110,9 milioni, sono stati spesi in interessi sul debito. L’indebitamento è peró sceso ora a 308,3 milioni, il livello piú basso da quando i Glazer avevano acquistato la squadra con un leveraged buy-out da 790 milioni di sterline nel 2005.

I Glazer, odiati dai tifosi dei Reds per avere oberato di debiti la squadra, si trovano in una posizione di forza in vista dell’Ipo di ottobre. La borsa di Singapore è stata scelta sia per il forte sostegno che la squadra ha in Asia, con circa cento milioni di tifosi, sia perché al contrario della Borsa di Hong Kong consente una struttura azionaria a due livelli. La vendita di azioni senza diritto di voto ad investitori esterni permette ai proprietari di quotare il 25-30% della società ma anche di mantenere il controllo gestionale, essenziale secondo i Glazer per poter prendere decisioni in tempi rapidi.

Secondo Chris Searle, partner dello studio di commercialisti Bdo, la scelta potrebbe però ridurre l’interesse per l’Ipo: «Sarà accettabile per gli investitori solo fino a quando i risultati, sia finanziari che in campo, saranno positivi, ma se i risultati peggioreranno gli investitori potrebbero pentirsi amaramente di non poter esercitare alcun controllo sulla squadra», ha avvertito.

Nell’ultimo anno i costi del Manchester United sono aumentati da 185,2 a 220,5 milioni di sterline, soprattutto a causa dei ricchi stipendi pagati ai calciatori, come dimostra il nuovo contratto da 180mila sterline a settimana spuntato da Wayne Rooney. Nell’ultimo campionato le venti squadre della Premier League hanno speso 1,4 miliardi di sterline in salari.

I costi del calcio inglese continuano a salire: le squadre della Premier League hanno speso 485 milioni di sterline durante la campagna acquisti estiva, 100 milioni dei quali in extremis l’ultimo giorno, il 31 agosto. La cifra rappresenta un aumento del 33% rispetto allo scorso anno, secondo i calcoli di Deloitte. Le cinque «supersquadre» - Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City e Manchester United - da sole hanno speso due terzi del totale. Dan Jones, partner dello Sports Business Group di Deloitte, ha avvertito ieri che queste squadre dovranno tenere sotto controllo i costi e fare attenzione a rispettare le regole di fair play finanziario introdotte dall’Uefa se vogliono continuare a giocare in Europa.