NICOLA LOMBARDOZZI , la Repubblica 2/9/2011, 2 settembre 2011
SCONTRO SUL PETROLIO ARTICO BP SOTTO ACCUSA A MOSCA "DANNEGGIATI I SOCI RUSSI"
Mosca - E´ la beffa che arriva puntualmente dopo il danno economico enorme subito qualche tempo fa. Proprio nel giorno in cui l´americana Exxon Mobil annunciava il suo accordo con la holding petrolifera di stato russa Rosneft per l´esplorazione dell´Artico, la britannica Bp, che questo accordo si era visto sfuggire dopo anni di trattative, si ritrova al centro di una vicenda giudiziaria che ne paralizza l´attività e che da molti viene letta come una sorta di vendetta di un gruppo di potenti oligarchi inviperiti per il fallimento dell´operazione.
Da mercoledì mattina infatti, proprio in coincidenza con l´annuncio della joint-venture russo americana, gli uffici della Tnk-Bp sono di fatto in ostaggio di una pattuglia di ufficiali giudiziari impegnati a frugare tra archivi, scrivanie e memorie del computer. Scenografia esagerata, già usata in altri casi in cui aziende internazionali erano improvvisamente entrate in contrasto con gruppi di potere locali. Pullmini zeppi di poliziotti armati e in equipaggiamento antisommossa sotto alla sede della società anglo russa, nel Lotte Plaza Center, colosso in vetro e acciaio nel cuore di Mosca. Impiegati, segretarie e manager invitati ad andarsene a casa fino a perquisizione finita. Durata dell´operazione, già in corso da due giorni, assolutamente imprecisata.
Gli ufficiali giudiziari russi eseguono l´ordinanza di un giudice del tribunale siberiano di Tjumen che ha ricevuto una richiesta di risarcimento per oltre 3 miliardi e mezzo di euro da parte di un consorzio di soci di minoranza della Tnk-Bp che si considerano danneggiati per il mancato accordo sulle spedizioni artiche con la Rosneft. Nel consorzio figura Sergej Prokhorov, omonimo del più noto Mikhail appena entrato in politica. Ma ci sarebbero anche personaggi di primi piano della finanza russa come Mikhail Fridman, Gherman Khan e Viktor Vekselberg.
La storia è complessa. La Tnk-Bp a capitale misto britannico e russo. È una delle più grandi aziende petrolifere operanti in Russia sin dal 1990. Specializzata, tra l´altro nelle attività di ricerca e esplorazione di nuovi giacimenti. Proprio per queste sue caratteristiche ha lavorato da anni al progetto di esplorazione dei giacimenti dell´Artico in cooperazione con Rosneft. Lo scandalo è esploso in gennaio quando a Londra fu annunciato l´atteso accordo con la Rosneft ma stipulato non da Tnk-Bp, bensì direttamente dalla casa madre inglese, tagliando clamorosamente fuori gli azionisti russi. Fu l´inizio di una serie di rivendicazioni legali da parte russa che di fatto hanno lasciato l´accordo in sospeso fino all´inizio dell´estate. Rosneft intanto ha preferito mollare la British Petroleum e stringere in tempi rapidi un nuovo e definitivo accordo con gli americani. Un colpo terribile per la Bp cui si aggiunge la pretesa di risarcimento degli azionisti locali. «Se avessero fatto direttamente l´accordo in Russia - sostengono i legali del consorzio - adesso saremmo noi tutti i beneficiari dell´operazione Artico».