Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Come mai – si chiederanno i lettori – questi qui della “Gazzetta” vengono per il sesto giorno consecutivo a parlarci della manovra economica e delle nostre povere tasche? Rispondiamo a questa domanda così: ieri il differenziale tra Btp e Bund è di nuovo salito a 327 punti, peggio della Spagna che sta a 304. Non siamo tanto impressionati dal crollo generalizzato delle Borse (186 miliardi di capitalizzazione bruciati in Europa, Milano a -3,9) quanto dagli interessi che il Tesoro dovrà pagare tra poco sui denari che si fa prestare, se il tasso d’interesse, adesso al 5,29 per cento, non scenderà. Pensino, i nostri lettori che stanno sbuffando, che il differenziale di 327 punti, e cioè il tasso del 5,29, devono persino considerarsi soddisfacenti: anche il Bund ieri è stato attaccato, come capita ormai da qualche giorno. Se i mercati, oltre a vendere titoli italiani, avessero comprato titoli tedeschi staremmo già dalle parti del 6% di interessi. E al 7% di interesse, come abbiamo già scritto, Grecia e Portogallo entrarono in zona default, furono cioè dichiarati bisognosi d’aiuto, sequestrati dal Fmi eccetera eccetera.
• Berlusconi ha detto che è colpa dell’opposizione e dei
giornali di sinistra. Siccome l’opposizione e i giornali di sinistra dicono che
la manovra fa acqua da tutte le parti, la Borsa va giù e l’interesse sui nostri
titoli sale. Ha ragione?
Penso di no. Credo che l’Unione europea e i mercati
abbiano strumenti sufficienti per valutare quello che stiamo facendo, senza
farsi influenzare da Bersani o da “Repubblica”. Del resto, Bersani e
“Repubblica” cantano fin dal primo giorno la stessa canzone e cioè che il
governo si deve dimettere, che fa solo pasticci eccetera eccetera. Cantando
sempre la stessa canzone ci ha quasi quasi resi sordi alle sue grida, anche
magari quando sono giuste. È uno degli inconvenienti del cosiddetto scontro
frontale. Berlusconi ha chiamato ancora ieri “criminali” i partiti
dell’opposizione. Sarebbe ovunque gravissimo. Ma da noi chi ci fa più caso?
• Che cosa dicono gli europei delle nostre faccende?
Dicono questo: con il contributo di solidarietà
pensavate di incamerare 3 miliardi e 800 milioni. Erano soldi sicuri, anche
perché li andavate a chiedere a quelli che avevano sempre pagato le tasse. Ma
adesso chi ci garantisce che con la lotta all’evasione sarete capaci di portare
a casa una cifra simile? E nei tempi previsti, cioè abbastanza presto per
pareggiare il bilancio nel 2013, come da impegni presi a metà agosto? Il sottinteso
è che nessuno lo garantisce, perché l’evasore è assai sgusciante e anche quando
fosse stato preso si difenderebbe con tutte le sue forze, cioè con tutte le
scappatoie che la legge gli consente. Quindi, perdite di tempo, rinvii, cavilli
in tribunale eccetera eccetera. Tuttavia i nostri amici europei hanno detto che
non si pronunceranno ufficialmente finché non avranno letto la manovra
definitiva, quella cioè che sarà uscita dalle aule parlamentari. Al Senato si
comincia martedì prossimo.
• Sta in piedi la storia che i tuoni e fulmini
contro gli evasori (carcere eccetera) sono solo antipasti in vista del condono?
Ieri Tremonti ha detto di no. «È escluso che ci sia
un condonno. Oltre tutto un condono, essendo un’una tantum, non ci servirebbe.
Abbiamo bisogno di interventi strutturali». Cioè che taglino la spesa o
aumentino le tasse una volta per sempre.
• Ho sentito che anche Monti è stato critico con la
manovra.
Monti, grande economista e già commissario europeo assai stimato, ha
ammonito a non far troppa confusione, come è accaduto in questi giorni. «Mi
sembra molto importante e urgente che vengano comunicate le decisioni in
maniera chiara, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi giorni. Io ho
espresso un parere sostanzialmente positivo sulla versione di metà agosto della
manovra. la grande confusione e mancanza di chiari messaggi di questi ultimi
giorni temo che possano far risorgere in Europa un senso di diffidenza nei
confronti dell’Italia di andare su una strada definita, capace di portarla
verso una maggiore crescita e verso l’equilibrio finanziario». Monti ha parlato
a Cernobbio, in occasione del Forum Ambrosetti. Come lei sa, le parole di
questo studioso vengono ascoltate sempre con grande attenzione anche perché
egli è candidato alla successione di Berlusconi, in caso di crisi.
• A proposito, perché le Borse ieri sono cadute?
I dati peggiori del previsto sulla disoccupazione
americana, superiore al 9%. Le industrie nell’ultimo mese non hanno in pratica
assunto nessuno e se l’occupazione non aumenta significa che: 1) la grande
industria produce poco; 2) il numero dei cittadini che ha denari in tasca e una
ragionevole speranza per il futuro – le due condizioni preliminari alla domanda
di merci – è in calo. In queste condizioni non c’è ripresa, e quindi le Borse
vanno giù. I dati sull’occupazione italiana diffusi ieri dall’Istat non sono
troppo diversi. Nel confronto tra giugno e maggio il calo dell’occupazione è
stato dello 0,1%. Il confronto giugno su giugno dà un meno 0,6
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 3 settembre 2011]
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