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 2011  settembre 03 Sabato calendario

DAI CONTANTI ALLA RAI, UNA CASSAFORTE DI NOME MARINELLA - A

volte riceve dolci e fiori dal Cavaliere. Il legame è antico, non casuale. Villa milanese, via Rovani, la mamma governava la casa dei Berlusconi. Adesso che Silvio governa l’Italia, Marinella Brambilla è una cassaforte umana di segreti e contanti. In vent’anni di carriera, funzionaria di Palazzo Chigi per tre mandati, mai vista e mai sentita. Nessun racconto, nessuna biografia. Soltanto l’ordinanza di arresto per Valter Lavitola e Gianpaolo Tarantini, presunti ricattatori del Cavaliere, può tracciare un profilo di Marinella, cresciuta e residente a Milano, ma domiciliata in via del Plebiscito, a Palazzo Grazioli a Roma. É anche madrina di nascita del Pdl con Gianfranco Fini.
LE TELEFONATE con Lavitola per la consegna dei soldi, in gergo fotografie, riempiono un curriculum. Un manuale: furba e tosta, l’assistente di B. La segretaria ha imparato l’arte del mestiere. La fantasia: “Ok, allora riusciamo a stampare dieci foto, mi mandi il solito Juannino? Quando? Perché io esco alle undici col dottore”. E Lavitola annuisce: “Ok, grazie Marinella”. Il carattere: “Ho capito! Non rompermi più! Ho capito, dai fai il bravo su!”. E Lavitola, mesto: “Ciao”. Chi voleva spillare euro al Cavaliere, spiega l’inchiesta di Napoli, doveva trattare con Marinella, chiamata per nome, di giorno e di notte, spesso burbera, sempre acuta. Scrivono gli inquirenti: “Valter chiede di Marinella. Lei risponde dicendo di non avere l’ok per quelle foto”. Senza ok, niente stampe, e dunque zero fotografie, zero euro. Semplice.
IL RAGIONIERE Giuseppe Spinelli fa una pessima figura con la Brambilla. Non regge il paragone, magari è un dilettante. Spinelli pagava le olgettine e le arcorine, ragazze viziate che martellano senza sosta. E lui, il bancomat del bunga bunga, respingeva con voce rassegnata, e un po’ di sentimento: “Io devo eseguire gli ordini, massimo 10 mila euro”. Marinella evita le formalità, mira dritto: “Le 20 foto sono pronte, mandami... quando?”. Conosce l’agenda del Cavaliere, a memoria: “La donna aggiunge che, in questo momento, è impegnato con la manovra economica per cui sta interrompendo le telefonate, ma che appena può richiama”. Causa sfoghi notturni, dice Berlusconi, gli capitava di chiacchierare con Lavitola: “L’Italia è un paese di merda, vado via”. Per le robe serie, c’è Marinella.
L’ORDINANZA raccoglie decine di nomi che creano confusione intorno al Cavaliere, ci pensa Marinella a rassettare, crocevia di accordi con Lavitola: “La Brambilla è abilitata a concordare con lo stesso Lavitola la consegna di consistenti somme di danaro in contanti che Lavitola provvede poi a far ritirare dal suo incaricato, secondo tempi e modalità ispirate al massimo della riservatezza e della circospezione possibile, utilizzandosi a tale scopo nei colloqui con la Brambilla, termini criptici e convenzionali per riferirsi ai soldi, concordemente definiti fotografie da stampare”. Per un totale di 500 mila euro. Il giro era complesso, lunga la strada per arrivare a Tarantini: “Le somme di denaro vengono consegnate prima dalla Brambilla a Rafael Chavez, collaboratore di origine peruviana del Lavitola delegato al ritiro, e dallo stesso Chavez consegnate a Sansivieri Fabio (altro stretto collaboratore del Lavitola)”.
IERI I PM di Napoli hanno interrogato la Brambilla, di solito accompagna il Cavaliere in tribunale. A proposito di deposizioni, tre anni fa, la Cassazione ha assolto la Brambilla dall’accusa di falsa testimonianza perché “il fatto non sussiste”, citando nelle motivazioni “l’enorme e innegabile carisma personale” di B. e “l’estrosa vivacità”, un carattere che rende i fatti “altamente opinabili”. Condannata in appello a 16 mesi insieme con Niccolò Querci, la segretaria era coinvolta nell’indagine sulle tangenti Fininvest per la Guardia di Finanza, perché aveva negato che l’8 giugno 1994 c’era stato un incontro a Palazzo Chigi tra Berlusconi e l’avvocato Massimo Maria Berruti, per l’appunto ex finanziere, nonostante il ritrovamento di un “pass” per l’ingresso. Al colloquio, secondo i pm, si ragionava di depistaggi. Per Berruti (condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento), invece, il tema del giorno era un comizio elettorale in Sicilia. Da buona segretaria, attenta al quotidiano, in piena sberla per le elezioni regionali, nel 2005 la Brambilla convocò Deborah Bergamini (all’epoca responsabile marketing Rai) “a palazzo” per cambiare musica nel servizio pubblico.
Al secondo matrimonio di Marinella, l’anno scorso a Lesmo, c’era Veronica Lario, assente l’ex marito. E c’era Marinella all’università San Raffaele per la laurea di Barbara. Quando B. sta male, per la scarlattina o l’influenza, c’e sempre Marinella.