Giovanna Gabrielli, il Fatto Quotidiano 3/9/2011, 3 settembre 2011
IL FATTO DI IERI - 3 SETTEMBRE 1928
Penicillina. E il mondo cambiò. Buona sorte, “serendipity”, alias imbattersi fortuitamente in quel che si sta cercando, sta di fatto che il “penicillum notatum”, la miracolosa muffa “a pennello” osservata da Alexander Fleming il 3 settembre 1928 in una piastra di coltura batterica, aprirà la grande sfida alle infezioni. La storia della penicillina, che lo stesso Fleming definirà “…una storia romanzesca che aiuta a illustrare il peso della fortuna, del fato o del destino, nella carriera di ogni persona…”, è nota. Tornato da una vacanza, il microbiologo si accorge per caso che la colonia di stafilococchi contenuta in una capsula rimasta aperta, è stata uccisa da una muffa sviluppatasi nel vetrino. È un giorno storico, ma per isolare il composto, ci vorranno le competenze di altri scienziati, Florey e Chain, centinaia di test, e i soldi della Fondazione Rockefeller. Ormai sono gli anni della guerra, con le infezioni che aumentano il bilancio dei morti e la penicillina è la grande speranza. Nel ’44, frutto di febbrili ricerche tra vari Paesi, la muffa di Fleming inizierà il suo iter di farmaco salvavita. Per lui, Florey e Chain il Nobel arriverà nel ’45. A 17 anni dal più famoso caso di “serendipity”.