[R. MAS.], LA Stampa 3/9/2011, 3 settembre 2011
Crosetto e i redditi online “Dopo aver visto il mio i ladri mi perseguitano” - Cosa significhi rendere i propri redditi di pubblico dominio, Guido Crosetto, gigantesco sottosegretario alla Difesa e storico sindaco di Marene, provincia di Cuneo, lo sa sulla sua pelle
Crosetto e i redditi online “Dopo aver visto il mio i ladri mi perseguitano” - Cosa significhi rendere i propri redditi di pubblico dominio, Guido Crosetto, gigantesco sottosegretario alla Difesa e storico sindaco di Marene, provincia di Cuneo, lo sa sulla sua pelle. «Io faccio l’imprenditore, tutti mi conoscono in Paese, tutti mi danno del tu, e tutti sanno che non sono ricco ma che sto bene. Eppure da quando i miei redditi sono finiti sui giornali è cambiato qualcosa, come se ci fosse stata una rivelazione». Come ogni parlamentare anche Crosetto ha dovuto mettere on line sul sito della Camera la propria ricca dichiarazione dei redditi «E allora sono cominciati i guai: quanti soldi ha Crosetto, e che cosa possiede? E dove si trova tutto questo, presunto, ben di Dio?» La gente ha cominciato a chiacchierare, qualcuno a invidiare, qualche altro a fare di conto. «A me non interessa niente, sia chiaro: denuncio ogni lira, pago il dovuto. Ma in quelle dichiarazioni finite su ogni mezzo di comunicazione, c’era una informazione fondamentale: ai malintenzionati si indicava chi andare a colpire. Altro che tirare a indovinare!». E così «dal 2005 al 2007, in poco più di un anno, ho ricevuto la visita dei ladri tre volte. Un trauma: una volta sono venuti che a casa non c’era nessuno, abbiamo trovato lo sfacelo e ci siamo terribilmente spaventati. Ma tutto lì. Poi la cosa si è ripetuta a distanza di pochi mesi: sono entrati di notte, ci hanno addormentato tutti e, quando al mattino ci siamo svegliati, intontiti, la casa era a soqquadro. Ma l’esperienza peggiore è stata l’ultima: sono arrivati a casa alle 4 del mattino, me li sono visti ai piedi del letto, mi hanno immobilizzato, mi hanno messo una pistola in bocca, mi hanno sequestrato per oltre mezz’ora e si sono fatti consegnare quello che c’era: alcuni orologi, i gioielli di mia madre, l’argenteria, i soldi». Il sottosegretario riflette: «Sì, certo, una famiglia imprenditoriale, benestante, conosciuta, ma c’è un qualcosa che ha fatto scattare l’attenzione per la mia casa: forse la pubblicazione dei redditi - che pure è giustissima per i parlamentari - mi sono chiesto? Non posso mettere i furti in relazione stretta con questo, però - creda a me - l’elenco delle persone associato al proprio reddito serve a tre cose e basta: a far parlare la gente in piazza, a suscitare le invidie e, soprattutto, a dare indicazioni chiare ai ladri che i soldi “a van a pieje andoa son”». Leggiamo al sottosegretario quanto disse a proposito dell’iniziativa di Visco (2008) di pubblicare tutti i redditi degli italiani: «E’ un atto vergognoso, è un modo per vedere come guadagna il vicino e creare contrasto tra le persone normali». Ora è il «suo» governo a pensare ad una misura analoga: «Quella era una cretinata quando se la inventò Visco, e lo è anche adesso, non ho mica difficoltà a dirlo. E se qualcuno si offende, ci pensi su prima di farsi venire idee del genere. Adesso la debbo lasciare che mi attendono in Senato».