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 2011  settembre 03 Sabato calendario

Il ritorno degli Champs-Élysées (2 articoli) - Macché la vittoria in Libia. Il nuovo, vero ricostituente per la grandeur francese è un altro: gli ChampsElysées tornano a essere l’arteria commerciale più costosa d’Europa, scavalcando New Bond street di Londra, che li aveva soppiantati l’anno scorso

Il ritorno degli Champs-Élysées (2 articoli) - Macché la vittoria in Libia. Il nuovo, vero ricostituente per la grandeur francese è un altro: gli ChampsElysées tornano a essere l’arteria commerciale più costosa d’Europa, scavalcando New Bond street di Londra, che li aveva soppiantati l’anno scorso. Da qui il giubilo generale (a parte di chi deve pagare l’affitto, immaginiamo) e i titoloni sui giornali parigini, tutti soddisfatti che «la più bella avenue del mondo» sia anche la più cara. La notizia esce da un ponderoso studio di una grande società immobiliare, Cushman & Wakefield, che ogni anno monitora alti e bassi degli affitti nelle strade più chic del globo. Negli ultimi dodici mesi, il costo del metro quadrato affacciato sul chilometro e 910 metri degli Champs-Elysées è cresciuto del 5,3%, attestandosi su una media di 7.364 euro al metro. New Bond street, che deteneva il record del 2010, è invece ferma a 6.901. Azincourt e Waterloo sono vendicate e si conferma che c’è almeno una guerra con gli inglesi che i francesi non perdono: quella del lusso. Anche se, a voler essere proprio pignoli, non è che sugli Champs-Elysées le new entry siano particolarmente sciccose. Chi sta colonizzando l’avenue sono piuttosto le grandi marche americane, tutt’alto che élitarie. L’evento degli ultimi tempi è stato l’arrivo di Abercrombie & Fitch con i suoi commessitoy boy che si pavoneggiano sul marciapiede a torso nudo per la felicità di ragazzine e gay. Sono sbarcati anche Tommy Hilfiger e H&M, mentre arriveranno presto le filiali dei grandi magazzini (inglesi!) Marks & Spencer e di Banana Republic. Il Comune di Parigi, fra l’altro, storce un po’ il naso perché vorrebbe che sull’avenue restassero i cinema e i ristoranti che le garantiscono l’abituale animazione tanto amata dai turisti, specie italiani (a frotte, come al solito. E la crisi? E chi se ne frega). Le previsioni, comunque, sono fauste, specie per i proprietari degli immobili. «La ripresa economica, anche se fragile, lo sviluppo del turismo nella capitale e la riduzione del numero di spazi disponibili stimolano l’appetito dei grandi marchi internazionali già presenti a Parigi o che hanno voglia di impiantarcisi», spiega Christian Dubois, direttore generale di Cushman & Wakefiled. Parigi, o cara. Ma su scala globale l’Europa non fa una grande figura. La via commerciale più costosa del mondo continua a essere, per il decimo anno consecutivo, la vecchia cara (soprattutto cara) Quinta strada di New York: 16.704 euro al metro. La Grande Mela piazza anche al quinto posto della classifica la 57esima Est, gli Champs-Elysées sono appena ottavi, New Bond street decima. Il resto della top ten è tutto orientale, quindi si tratta dell’ennesimo sintomo che il baricentro del mondo si sposta sempre più a est: in seconda, terza e quarta posizione ci sono tre strade di Hong Kong (da 14 a 10 mila euro al metro), la Ginza di Tokyo è sesta e l’Omotesando, sempre a Tokyo, nona. La sorpresa è il settimo posto del Pitt street mall di Sydney: tutto si può pensare dell’Australia tranne che sia il regno dello chic. Ma nell’ultimo anno lì gli affitti sono aumentati del 33%. Canguri griffati? Resta da vedere come stanno le cose in Europa. E qui, crisi o non crisi, noi italiani siamo ancora cari, anzi carissimi. Ridetto che la medaglia d’oro va agli Champs-Elysées e quella d’argento a Bond street, il bronzo tocca a via Montenapoleone a Milano: 6.800 euro al metro quadrato (di bronzo anche le facce di chi decide i prezzi di certi straccetti, ma questo è un altro discorso). Però delle dieci strade d’oro d’Europa ben quattro sono nostre: via Condotti a Roma (quarta a quota 6.700) e, rispettivamente settimo e decima, corso Vittorio Emanuele e via della Spiga a Milano. La Francia, anzi Parigi, è ben rappresentata dall’avenue Montaigne e dalla rue du Faubourg Saint-Honoré, ottava e nona. Londra piazza al sesto posto Oxford street. Al quinto, c’è l’elegantissima Bahnhofstrasse di Zurigo. E lì, macché boutiques: banche, banche e ancora banche. ALBERTO MATTIOLI *** E via Montenapoleone lascia il passo a Sydney - Ma le strade italiane? Qual è il verdetto di Cushman&Wakefield, in un periodo in cui certe valutazioni internazionali con le «e» commerciali in mezzo finiscono per renderci un po’ nervosi? Rimandate alla prossima sessione, anche se con voti incoraggianti. Secondo i guru di C&W, «nonostante un aumento del “sentiment” (traduzione dall’economichese: l’atteggiamento psicologico è più benevolo, ndr), l’attività dei locatori appare sottotono per effetto di una crescita moderata e di dati di fatturato deludenti. Tuttavia alcune importanti location, dopo essere state colpite dalla crisi, registrano un rimbalzo della domanda, soprattutto dall’estero». Via Montenapoleone, l’ammiraglia milanese dello shopping, con i suoi 6800 euro al metro quadro è terza in Europa, appena dopo la New Bond Street londinese (6901 euro), e settima nel mondo; buon piazzamento in senso assoluto, ma la cattiva notizia è che «Montenapo» ha perso un posto per colpa di Sydney. Via Condotti a Roma è la sola in grado di tenerle testa a livello nazionale (via Roma a Torino, per dire, è a quota 1700; via Calzaiuoli a Firenze a 3000): 6700 euro al metro quadro, quarta in Europa, e può darsi che a difendere la piazza, sulle valutazioni dell’anno prossimo, servirà anche il battage per il film di Woody Allen. Per quanto riguarda le altre due vie milanesi in lista, via della Spiga, 4700 euro, è decima e stabile rispetto al 2010, mentre la sorpresa arriva da corso Vittorio Emanuele, settima: 4800 euro, ma soprattutto con un incremento del 4,3% sull’anno scorso. Era nell’aria, dopo lo sbarco sul corso pedonalizzato che unisce piazza San Babila a piazza del Duomo di catene internazionali come Gap e Banana Republic. Vittorio Emanuele si è gradualmente trasformata nel tempio dell’acquisto modaiolo ma a buon mercato, quello che in gergo si chiama «high street shopping»; chi cerca la grande firma e non si fa problemi di budget preferiva finora le vie del Quadrilatero, delimitato da Montenapo, Spiga, Manzoni e corso Venezia. Ma la mappa sta cambiando: dopo il riposizionamento della Rinascente, che è diventata uno store esclusivo tipo Barneys di New York, apre a giorni proprio in corso Vittorio Emanuele Excelsior, il concept store di Coin per l’alta gamma, 7mila metri quadrati su sei livelli firmati da Jean Nouvel, con il nuovo ristorante Eat’s e una sala da tè per il Ventunesimo secolo. Dove sorgeva lo storico cinema Excelsior si venderanno le scarpe preziose di Christian Louboutin e gli abiti di Maison Martin Margiela, Dries Van Noten, Marni e Givenchy. Tanto per migliorare il «sentiment». EGLE SANTOLINI