Giancarlo Calzetta, Corriere della Sera 03/09/2011, 3 settembre 2011
MICROSCHEDE E DISCHI WIFI. PIU’ SPAZIO ALLO SMARTPHONE
Lo spazio non basta mai. Che si tratti di un armadio, una casa, un castello o un disco fisso, si tende sempre ad accumulare fino a giungere al limite. Una ricerca americana ha svelato che il 92% dei possessori di un computer ha il disco fisso quasi pieno fino all’orlo e tutti noi siamo portati a «metter dentro roba» finché ce ne sta. Ma in alcuni casi lo spazio è poco anche se cerchiamo di non esagerare. Basti pensare all’iPhone: uno strumento splendido che può suonare la nostra musica, fare foto e video, riprodurre film e usare tantissime app. Il tutto, però, limitato dalla sua memoria interna: da 8 a 32Gb senza possibilità di espansione, perché Apple ha deciso così. Se passiamo agli iPad la situazione non è molto migliore. Certo, 64 giga sono meglio, ma per un dispositivo che dovrebbe contenere la conversione digitale di tutti i nostri dvd e blu-ray sono davvero pochi. Serve memoria per i nostri dispositivi mobili, che siano targati Apple o girino su Android. Come ottenerla?
Costi e dimensioni
L’unica alternativa per i dispositivi della Mela, sfruttabile ovviamente anche per quelli Android, è quella di passare per il «cloud» che offre servizi di storage online. Due servizi di facile utilizzo sono Dropbox e Wuala. Il costo dell’abbonamento dipende dalla quantità di spazio che si richiede: per 100Gb online, Dropbox chiede 240 dollari all’anno mentre Wuala 99 euro. Per questi soldi, non pochi, si ottiene però un servizio ottimo per scopi professionali ma non completamente adatto all’utilizzo «personale». Il fatto che funzionino via web, infatti, implica che ci possano essere problemi di ritardi e blocchi se si utilizza lo streaming dei video e della musica. Inoltre caricare i contenuti è sempre abbastanza noioso. Ma armandosi di un po’ di pazienza possiamo ottenere un hard disk virtuale che ci segue ovunque. Anche Apple ha un suo sistema di storage online: iCloud, però, non è ancora attivo in Europa, pur se i prezzi sono già stati annunciati.
Piccole e versatili
Un’altra alternativa è riservata però solo agli smartphone e tablet Android: l’uso delle schede Sd e microSd. Sui telefoni la scelta deve ricadere forzatamente sulle micro e in questo caso è molto importante scegliere delle schede veloci, altrimenti spostare i dati dal pc al telefono diventerà un’operazione lentissima. Le schede sono riscrivibili e possono offrire una soluzione molto semplice e versatile. Ma anche se passiamo sui tablet, dove in molti casi possiamo usare le schede Sd, la questione velocità non cambia: dovremo fare attenzione a scegliere schede molto veloci, come quelle contrassegnate con la sigla «UHS-I», in caso contrario potremmo perdere ore nel riempire i 32 giga in più che vogliamo utilizzare. A complicare le cose, in nome della miniaturizzazione e dello «stile a tutti i costi», i produttori di tablet Android stanno sempre più spesso integrando lettori di microSD al posto di quelli, molto più veloci, per schede Sd.
L’hard disk senza fili
La soluzione ottimale viene da una nuova generazione di dischi fissi, alimentati (anche) a batteria e capaci di collegarsi ai nostri dispositivi senza bisogno di cavi. Al momento la scelta è tutt’altro che ampia, però. L’uovo di Colombo per i nostri telefoni e tavolette di qualunque marca è limitata, per ora, al solo Seagate GoFlex Satellite, un hard disk da 500 gigabyte che vanta una batteria ricaricabile (che gli permette di funzionare ovunque per cinque ore ininterrotte) e un modulo wiFi che crea una rete come quella casalinga a cui possono collegarsi fino a tre dispositivi contemporaneamente per attingere ai dati. In questo modo si aggirano le limitazioni del duo iPhone-iPad e si risolvono parecchi problemi di scomodità per quello che riguarda gli smartphone e tablet Android. Per sfruttare al meglio le potenzialità del disco fisso conviene scaricare dal market Apple o Android la app gratuita «GoFlex Media», quindi per caricare i dati sul disco fisso in modo veloce basta collegarlo a un personal computer e tramite la porta usb 3.0 trasferire tutti i file che ci servono a velocità doppia rispetto ai dischi fissi esterni tradizionali. Oltre alla mancanza, per il momento, di scelta, va detto che se il GoFlex Satellite è ottimo dal punto di vista hardware, la realizzazione del software è ancora parecchio lacunosa. La app da scaricare è stranamente lenta nella gestione delle foto e ci è capitato di imbatterci in qualche errore che ne ha forzato la chiusura. Ma la strada per aggiungere un po’ di memoria ai nostri dispositivi mobili sembra davvero quella giusta.
Giancarlo Calzetta