Andrea Tarquini, la Repubblica 2/9/2011, 2 settembre 2011
ANCHE LA SAAB COME LA VOLVO IN MANI CINESI - BERLINO
Se vuoi decollare nell´esportazione di prodotti ad alto contenuto tecnologico sui mercati globali, e acquisire un nuovo ruolo nel mondo delle eccellenze, non c´è nulla di meglio che avere l´occasione di rilevare aziende illustri, dal prestigioso passato di high tech e qualità, ma oggi alla soglia della bancarotta o in gravi difficoltà. I cinesi lo hanno capito benissimo, e un colpo dopo l´altro stanno trovando in Svezia spazio per loro teste di ponte, per un "grande balzo in avanti". Nel mondo dell´auto, decisivo per immagine e profitti. Due grosse aziende cinesi, la Pangda automobile trade e la Zhejiang Youngman Lotus automobile, hanno infatti chiesto alle autorità della Repubblica popolare il via libera per un massiccio investimento nella Saab, la gloriosa casa automobilistica sportiva del regno delle tre corone.
L´obiettivo è ambizioso: le due aziende cinesi, per una spesa calcolata attorno a 245 milioni di euro, vogliono acquisire il 53,9% del pacchetto azionario di Saab. Per l´azienda svedese, attualmente di proprietà di un investitore olandese, sarebbe la salvezza: Saab paga i salari in ritardo da mesi, ha pesanti arretrati coi dipendenti e solo un megaprestito di un miliardo di corone da parte di cinque grandi banche europee la sta salvando dalla bancarotta. Il grande impianto di Trolhattan è chiuso da giugno. I cinesi arrivano come il deus ex machina. E sarebbe la loro seconda conquista in Svezia: la mitica Volvo, simbolo del Made in Sweden, è già cinese. La strategia della repubblica popolare è chiara, e di lungo respiro: acquisire marchi di prestigio, rilanciarli, rafforzarsi sui mercati mondiali. E dare nuova forza all´intero comparto dell´auto cinese con la competenza tecnologica delle "prede". Prede che sono ben contente di essere salvate dal fallimento grazie alla nuova superpotenza.