GIUSEPPE ORTOLANO, il Venerdì di Repubblica 2/9/2011, 2 settembre 2011
PER SPENDERE MENO C’È CHI CHIEDE UNA (SECONDA) MANO
L’abito nuovo per la prossima festa? Si compra usato. Così la pensa quella parte di italiani che, colpiti dalla crisi economica o con una spiccata vocazione al riciclo, acquista dai rigattieri capi d’abbigliamento per adulti, ragazzi e per lo sport. Un vero boom di «seconda mano». Una ricerca della Camera di Commercio di Milano rileva infatti che il numero dei negozi di vestiti usati è cresciuto in un anno del 5,6 per cento. Sono 860, oggi, i negozi d’abbigliamento riciclato presenti su tutta la penisola. Qualche esempio? Sono 140 in Lombardia, un centinaio rispettivamente in Piemonte, Lazio e Toscana, 90 in Campania. In Sicilia, poi, la passione per l’abito usato ha fatto crescere il numero delle attività commerciali di un buon 28,6 per cento. Ma è tutto il mercato del riuso, non solo quello dei vestiti, a registrare una crescente popolarità tra i consumatori italiani, che effettuano poco più del dieci per cento dei loro acquisti dai nuovi rigattieri, diventati nel primo trimestre di quest’anno 3.347. Botteghe dove si vendono mobili, libri, elettrodomestici, attrezzature sportive, fumetti e riviste, giocattoli, telefonini, computer, quadri, complementi di arredamento. Una «Ebay» delle origini che non necessita di collegamenti telematici e dà la possibilità di toccare con mano la merce. E non ha bisogno di spese di spedizione. La passione per l’usato è oramai diffusa da Nord a Sud dello stivale con punte in Lombardia (496 imprese attive, il 14,8 per cento sul totale nazionale) seguita dal Lazio (461 imprese, 13,8 per cento), Toscana (406), Piemonte (315) e Campania (309). Oltre la metà dei negozi di usato (il 57 per cento) vende mobili vecchi e antichi (in qualche caso si possono trovare, se si ha l’occhio allenato, anche pezzi d’antiquariato), elettrodomestici o complementi di arredamento. Poco più di un quarto (25,5 per cento del totale, 853 imprese) si occupa invece di vestiti e altri capi d’abbigliamento. L’altro settore merceologico dove l’usato è più diffuso è quello dei libri, non solo scolastici (7,4 per cento). L’Italia conta ben 247 librerie dedicate ai volumi di seconda mano, particolarmente affollate all’inizio delle scuole ma oramai attive tutto l’anno anche grazie alla passione per gli albi di fumetti. La regione più attenta ai libri è l’Emilia Romana (12,6 per cento del totale nazionale), seguita da Molise (12,5 per cento), Sardegna (11,1) e Piemonte (10,2).