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 2017  maggio 21 Domenica calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Emmanuel Macron
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Édouard Philippe
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Sabato di marce, a Milano e ad Assisi

La Gazzetta dello Sport Anno XI – Numero 3684 21 maggio 2018   Forse non centomila persone come pretende l’assessore Majorino, inventore dell’iniziativa, ma un 10-15 mila certamente sì, ieri a Milano, per la marcia «Insieme senza muri», dove si è invocata un’accoglienza «senza se e senza ma» dei migranti. E non erano di sicuro cinquantamila neanche i marciatori della Perugia-Assisi, convocati da Grillo per reclamare il reddito di cittadinanza, punto forte della prossima campagna elettorale dei cinquestelle. Saranno stati, questi, al massimo cinque-seimila.  

Perché si manifesta o si sfila sempre di sabato? Un problema che urge al punto da trascinare la gente in piazza non dovrebbe essere programmato nel week-end.
A Roma è stato calcolato che su 52 sabati disponibili ogni anno, quelli occupati da almeno una manifestazione sono 33. Se ci leviamo il periodo delle vacanze, significa che tutti i sabati romani sono impegnati da qualche corteo, qualche volta neanche troppo pacifico. La questione è che lo sfilare è considerato, nella democrazia che conosciamo qui in Italia, quasi un valore in sé, e per ciò stesso intoccabile. Le due manifestazioni di ieri, e specialmente quella di Milano, escono però forse dalla routine.  

Perché?
Il corteo di Milano - comunque numeroso, pacifico e di successo, anche se ha ospitato al suo interno gli antigovernativi-antiminniti dei Centri sociali - cade in mezzo a parecchi episodi controversi. Il ministro dell’Interno Minniti, dopo aver varato in aprile, d’intesa col ministro della Giustizia Orlando, il decreto che dovrebbe rendere più veloce - anche se meno garantita - l’espulsione del migrante senza diritto d’asilo; l’intesa raggiunta dal medesimo Minniti con 76 comuni lombardi per una distribuzione sul territorio dei migranti che ponga fine ai maxi centri di accoglienza (tre ogni mille abitanti); il blitz alla stazione di Milano lo scorso due maggio che ha portato a una retata di barboni, mendicanti, spacciatori e varia umanità clandestina che staziona perennemente da quelle parti; l’episodio dell’italiano figlio di padre tunisino che l’altra sera ha accoltellato tre agenti che gli avevano chiesto i documenti e che è poi risultato non estraneo alla propaganda dell’Isis. Questa serie di fatti ha accompagnato la marcia, gonfiandola di polemiche.  

La Lega?
Certo, la Lega, il cui segretario, Matteo Salvini, ha detto tra l’altro: «Chi va alle marce per i migranti è complice dei delinquenti e appartiene alla sinistra col portafoglio pieno. Quelli del Pd sono ignoranti e complici, razzisti con gli italiani. Altro che blitz: servono controlli via per via ed espulsioni di massa». Sembrerebbe, conoscendo lui e la Lega di adesso, una presa di posizione ovvia. E però gli ha dato ragione un insospettabile e serissimo professore, cioè Luca Ricolfi, che al Giorno ha dichiarato: «Spiace doverlo dire, ma mi pare sostanzialmente vera l’allusione alla "sinistra col portafoglio pieno". Aggiungerei una cosa: spesso chi è per l’ accoglienza ’senza se e senza ma’, più che non conoscere i problemi, semplicemente non ne ha. Ad esempio non vive in un quartiere degradato, o non abita in un alloggio popolare in cui il racket delle occupazioni, non di rado gestito da stranieri, la fa da padrone. Tendo a pensare che la cultura di sinistra (cui dopotutto appartengo anch’ io) sia capace di un repertorio di cecità, autoinganni e ipocrisie molto più esteso di quello che si può osservare nei salotti. La tendenza a dare risposte ideologiche, senza riguardo per la realtà e per punti di vista diversi dai propri, coinvolge anche molte persone che non frequentano i salotti». Vale a dire la marcia milanese, tanto esaltata da Sala, obbedirebbe secondo Ricolfi a uno schema mentale astratto, sempre più lontando dal mondo reale. Sarebbe in definitiva frutto di un pregiudizio.  

È la storia del benpensante progressista, di cui Ricolfi parla nel suo ultimo libro.
Sì, Sinistra e popolo
, appena uscito da Longanesi.  

E la marcia di Grillo da Perugia ad Assisi?
Per il reddito di cittadinanza. Grillo in testa, che prima di mettersi in cammino, è andato a trovare i francescani e all’uscita ha detto: «Siamo noi i francescani di oggi». Sul reddito di cittadinanza - che negli ultimi calcoli verrebbe a costare al Paese sui 17 miliardi, per erogare poco meno di 400 euro a tutti - ha detto: «Non è solo questione di soldi ma di dignità. Chi riceve il reddito di cittadinanza non risolve un problema economico ma psicologico». Renzi gli ha risposto: «Il reddito di cittadinanza devasta l’articolo 1 della Costituzione. Noi siamo per il lavoro, che è dignità, e non per l’assistenzialismo». (leggi)

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