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 2017  maggio 21 Domenica calendario

De Luca, il cavaliere autodidatta salta sul mondo

ROMA Ha saltato gli ostacoli in sella a una passione senza confini, è partito da Lecce alla scoperta del mondo appena sbrigato l’obbligo della maturità scientifica perché il suo percorso era segnato e non c’era consuetudine o scetticismo familiare che potesse cambiarlo.
Lorenzo De Luca, classe 1987, non è più solo una speranza cui si aggrappa l’Italia equestre per rispolverare la sua fantastica storia, ma sta diventando la più bella certezza da cavalcare senza timore.
Oggi vive e lavora in Belgio nella prestigiosa scuderia Stephex Stables, di cui insieme con il tedesco Daniel Deusser è il cavaliere di punta. Lo scorso anno ha scalato il ranking mondiale fino a raggiungere il 6° posto della graduatoria Fei Longines; mai un italiano si era arrampicato così in alto, complice una straordinaria settimana vissuta al concorso ippico a 5 stelle di Dublino in cui oltre a Coppa delle Nazioni e Gran Premio si era aggiudicato altre 4 gare. Poi la vittoria di Shanghai, la grande performance a Miami, e De Luca che diventa una stella mondiale.
Per parlarci bisogna aspettare il tardo pomeriggio, quando i cavalli possono godere di un meritato riposo: «Il mio non è stato un amore casuale – racconta —: a 9 anni mi facevo accompagnare dai miei in un piccolo maneggio di Lecce per stare vicino ai cavalli, ma crescendo ho capito che era un mondo inavvicinabile, in cui le possibilità economiche facevano e fanno ancora la differenza. Ho provato tanti altri sport, iniziavo ma... pensavo ai cavalli. Alla fine l’attrazione è stata fatale, al punto che appena finito il liceo scientifico ho fatto la valigia e mi sono trasferito a Modena per dare un senso alla mia passione».
La famiglia contraria, gli amici scettici, una nuova vita da cavalcare con le proprie forze: «Dovevo mantenermi e, un po’ per dimostrare ai miei genitori che potevo farcela, un po’ perché quello era il mio obiettivo, ho iniziato a lavorare per alcuni commercianti di cavalli. Presentavo gli animali ai concorsi e loro li vendevano...». Fino all’opportunità che vale una vita: «Mi notò uno sponsor e mi disse che c’era la possibilità di lavorare in Belgio. Sono partito e ho avuto la fortuna di essere seguito per cinque mesi dal grande maestro Henk Nooren. Lì è cambiato tutto: da poco più che autodidatta sono diventato un cavaliere, la mia tecnica è migliorata di colpo. Da due anni lavoro per Stefan Conter, allevatore e commerciante belga che ha un’enorme passione per lo sport. Con lui si possono fare programmi a lunga scadenza. I risultati ci stanno dando ragione».
Adesso Piazza di Siena, per la prima volta non da parvenu: «Un sogno: difendere il proprio Paese in un concorso di indescrivibile fascino». C’è una Coppa delle Nazioni che l’Italia in Piazza di Siena non vince dal 1985: «Una competizione tanto bella quanto insidiosa. Prima o poi la riporteremo dove le appartiene di stare». Italia e Gruppo sportivo dell’Aeronautica, l’aviere scelto De Luca non vuole più fermarsi: «Entrare a far parte di un gruppo sportivo così importante è stato un altro premio al mio impegno. Lo ripeto, sono finito dentro a un sogno...». Quando pensa di svegliarsi? «A Tokyo, tra le barriere del tracciato olimpico, in sella al mio splendido Ensor de Litrange LXII. Saltare all’Olimpiade, cosa può volere di più un cavaliere?». Lorenzo De Luca da Lecce sta per spiccare il volo. In sella a un baio.