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 2015  maggio 19 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Matteo Renzi
Il Ministro dell’ Interno è Angelino Alfano
Il Ministro degli Affari Esteri è Paolo Gentiloni
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Stefania Giannini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Federica Guidi
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro per le Riforme Costituzionali e i rapporti con il Parlamento è Maria Elena Boschi (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Manuel Valls
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Qualcuno viene ammazzato dal solito pirata della strada ubriaco o sotto coca, e subito si rilancia il tema del cosiddetto “omicidio stradale”, cioè ritiro della patente per sempre.

Stavolta i pirati sono due, e le vittime una giovane che stava attraversando la strada per andare a lavorare e un ragazzo in motorino.
Sì, la giovane donna si chiamava Tania Valguarnera, 30 anni, lavorava nel call center Almaviva di Palermo. Domemnica scorsa, alle dieci di mattina, stava attraversando la strada all’angolo tra via Libertà e via Simone Cuccia, dove si trova il suo ufficio, quando è sbucata a tutta velocità questa Fiat Doblò bianca. Dalle finestre del call center i colleghi di Tania hanno seguito la scena: il conducente della Fiat Doblò è sceso dalla macchina, ha visto il corpo senza vita disteso a terra, s’è rimesso di corsa al volante ed è scappato. Tania era scultrice diplomata ed esperta d’arte e tra poco si sarebbe sposata. L’assassino è stato preso rapidamente, grazie ai molti testimoni. È un panettiere del quartiere Villa Tasca, si chiama Pietro Sclafani, ha 49 anni, gli avevano tolto la patente per eccesso di velocità e guida in stato d’ubriachezza, ha preso lo stesso la macchina dopo essersi caricato di ecstasy, anfetamine, oppiacei e cannabis. Alcuni dicono che era al momento della disgrazia era anche attaccato al telefonino. L’altro incidente è accaduto a Celano in provincia dell’Aquila: due ragazzini in motorino e un tizio che li tampona violentemente. Quello che stava seduto di dietro, Marco Zaurrini, 14 anni, è morto. Al volante dell’auto c’era Luigi Antidormi di 33 anni, zeppo di alcol e cocaina. È scappato a piedi, lo hanno beccato a casa sua dopo un’ora, ha accolto gli agenti urlando parolacce, era ancora in stato confusionale.  

Ora questi qui potrebbero tornare a guidare.
È accaduto decine di volte in passato: qualcuno ammazza con la macchina, sta in carcere poco o niente, i giudici gli danno pochi mesi di carcere, i disgraziati dopo un po’ escono, si rimettono alla guida e ne combinano qualcun altra. Ad Antidormi, quello di Celano, avevano ritirato la patente da due anni.  

Che si può fare?
Io sono sempre scettico sul potere taumaturgico di una legge, ma qui il sistema è troppo garantista a favore di chi guida. Tra l’altro, in teoria, le leggi ci sarebbero anche, ma i magistrati sono molto restii ad applicarle. La condanna si colloca in genere sotto i tre anni, e questo permette al condannato di uscire subito.  

Che cos’è l’omicidio stradale?
Si ammette che uccidere qualcuno stando al volante è un vero e proprio omicidio. Il concetto è contenuto in una legge che si trova adesso al Senato in commissione Giustizia. Questa legge, fortemente voluta da Renzi, prevede condanne minime di 8 anni e massime di 12. Con il minimo a otto anni, c’è la certezza della detenzione. In una prima stesura, alla pena detentiva si accompagnava «l’ergastolo della patente», cioè il ritiro della patente a vita. Qualcuno ha osservato che la cosa era incostituzionale e allora s’è limitato il ritiro a 20-30 anni. Senonché il ritiro della patente è una pena accessoria, quindi scontato il carcere e così riabilitato, il condannato viene anche liberato dalla pena accessoria e può ripresentarsi agli esami. Per impedirglielo il legislatore sta pensando di inibire al reo l’esame per dodici anni. Ma sono tutti dettagli che conosceremo meglio quando il provvedimento arriverà in aula. La legge dovrebbe essere approvata definitivamente entro l’anno.  

Che statistiche abbiamo su questi pirati della strada?
Il fenomeno è in aumento. Stando ai dati dell’Asaps (Associazione sostenitori amici della Polizia stradale), nel 2014, in Italia, i casi di omissioni di soccorso a seguito di un incidente stradale sono cresciuti del 3,7% rispetto all’anno precedente, passando da 973 a 1009; allo stesso modo le persone uccise dai pirati sono diventate 119, a fronte delle 114 del 2013. Tra gli autori del reato, il 24,6% sono stranieri, percentuale molto più alta rispetto all’effettiva presenza di stranieri residenti nel nostro Paese (circa l’8,5%). Ma il dato più significativo riguarda i pirati che restano impuniti. Lo scorso anno appena il 57,8% di loro è stato identificato dalle forze dell’ordine, cioè due pirati su cinque riescono a farla franca. Anche chi viene preso però se la cava in genere a buon mercato: solo il 19,5% viene arrestato e condotto ai domiciliari; tutti gli altri sono denunciati a piede libero e rilasciati in attesa di giudizio. (leggi)

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