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 2011  settembre 14 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi
Il Ministro degli Interni è Roberto Maroni
Il Ministro degli Esteri è Franco Frattini
Il Ministro della Giustizia è Nitto Francesco Palma
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Mariastella Gelmini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Maurizio Sacconi
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Giulio Tremonti
Il Ministro della Difesa è Ignazio La Russa
Il Ministro dello Sviluppo economico è Claudio Scajola
Il Ministro delle Politiche agricole è Francesco Saverio Romano
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Altero Matteoli
Il Ministro della Salute è Ferruccio Fazio
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Giancarlo Galan
Il Ministro dell’ Ambiente è Stefania Prestigiacomo
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Gianfranco Rotondi (senza portafoglio)
Il Ministro della Gioventù è Giorgia Meloni (senza portafoglio)
Il Ministro delle Pari opportunità è Mara Carfagna (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche europee è Anna Maria Bernini (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Innovazione è Renato Brunetta (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Elio Vito (senza portafoglio)
Il Ministro di Rapporti con le Regioni e Coesione territoriale è Raffaele Fitto (senza portafoglio)
Il Ministro delle Riforme per il federalismo è Umberto Bossi (senza portafoglio)
Il Ministro della Semplificazione normativa è Roberto Calderoli (senza portafoglio)
Il Ministro di Sussidiarietà e decentramento è Aldo Brancher (senza portafoglio)
Il Ministro del Turismo è Michela Vittoria Brambilla (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

I cinesi sembrerebbero intenzionati a comprare titoli del debito pubblico italiano, magari con l’omaggio di qualche quota di Eni ed Enel. Nello stesso tempo il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega, ha fatto sapere che i paesi del cosiddetto Bric si incontreranno la settimana prossima «a Washington e discuteranno di come aiutare l’Unione europea a uscire da questa situazione».

• Che cos’è il Bric?
“Bric” è un acronimo che indica Brasile, Russia, India e Cina. Bisogna aggiungere a questo quartetto il Sud Africa. L’intervento sui mercati per sostenere le quotazioni del debito europeo hanno un sapore di contrappass gli europei in passato hanno sfruttato senza pietà alcuni di quei paesi che adesso ci soccorrono. La reazione delle piazze – a questa e alle notizie sulle intenzioni cinesi – sono state molto buone, anche per l’annuncio di una conferenza stampa a tre, stamattina, di Merkel, Sarkozy e Papandreou. Le Borse hanno tutte guadagnato intorno al 2 per cento, in una giornata segnata da continui saliscendi sotto e sopra la quota 0. Non è andata altrettanto bene per gli interessi relativi ai nostri Btp: il differenziale con la Germania dopo aver toccato quota 407 è sceso a 392, comunque +9 rispetto al giorno prima. Ai massimi anche i cds, i titoli che assicurano contro il fallimento delle aziende: hanno superato quota 500. Nell’asta di ieri, il Tesoro ha dovuto offrire sui titoli a 5 anni un rendimento del 5,6%, una percentuale che non si vedeva dal 1997. Quindi non bisogna entusiasmarsi troppo per il rialzo delle Borse. Si tratta in gran parte di ricoperture, cioè di acquisti da parte di operatori che avevano venduto allo scoperto.

• Cos’è la notizia cinese?
L’ha data il “Financial Times”. Guy Dinmore, corrispondente dall’Italia, ha annunciato che il governo di centro-destra tenta di uscire dalla crisi vendendo significative quote del suo debito pubblico a Pechino. Racconta che Lou Jiwei, di China Investment Corp (uno dei fondi sovrani più ricco al mondo) ha guidato una delegazione di finanzieri cinesi a Roma la settimana scorsa. Colloqui con Tremonti e con i responsabili della Cassa depositi e prestiti. Due settimane fa era andata a Pechino una nostra delegazione, guidata dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. Dinmore scherza con leggerezza sul fatto che Tremonti, qualche anno fa, aveva lanciato un allarme contro il rischio della controconolizzazione cinese. Adesso invece… Tuttavia, i cinesi, nonostante parecchie dichiarazioni d’interesse (c’è stato anche un giro in Spagna qualche mese fa), non hanno poi comprato troppi titoli del sud Europa. Avrebbero un 4 per cento di debito italiano. Dinmore – senza dire che i cinesi abbiano mostrato interesse per Enel ed Eni – ha ricordato però che gli italiani sono pronti a vendere quote di queste importanti aziende pur di abbassare il debito pubblico.

• Potrebbe esserci sul serio un interesse cinese?
Sì, potrebbe esserci. La Cina ha il 40 per cento delle riserve monetarie globali. Di queste il 70 per cento sono dollari (3.200 miliardi), un 20% euro e il resto è diviso fra tutti gli altri. È un portafoglio troppo squilibrato verso gli Stati Uniti ed è sensato che Pechino voglia riequilibrarlo investendo in euro. L’obiettivo finale cinese è di imporre al mondo una nuova valuta, che sia la media delle monete più forti compreso lo yuan: in questo modo non correrebbe il rischio di farsi danneggiare dalle politiche valutarie altrui. Si ricorderà la loro dichiarazione irata poche settimane fa quando pareva che per i contrasti tra democratici e repubblicani gli Stati Uniti fossero per fallire. Una bancarotta americana provocherebbe una bancarotta cinese. Tutta questa trasformazione dei suoi tesori la Cina deve però portarla a termine lentamente: se si mette a vendere troppi dollari li svaluta e, svalutandoli, deprezza le proprie riserve. I cinesi ci vanno piano persino con l’oro, per non disturbare troppo i suoi orefici.

• Però l’interesse per l’Eni e l’Enel potrebbe essere autentico.
Sì, perché comprano energia dovunque la trovino. E in Libia, per la prima volta nella storia della loro conquista africana, hanno subito una battuta d’arresto. Pensi che tengono in pugno il Sudan comprandogli praticamente quasi tutta la produzione di petrolio.

• Che altre presenze hanno in Europa?
Intanto le aziende cinesi sono molto presenti da noi. Ce ne sono adesso 54.000, +8,5% rispetto al 2009 (nello stesso periodo le aziende itlaiane sono diminuite dello 0,4%). Mentre Pechino ci invade in questo modo dal basso, si impossessa di noi anche dall’alt L’Icbc (Industrial and Commercial Bank of China), prima banca mondiale per utili e capitalizzazione di Borsa, ha aggiunto cinque nuove sedi a quelle che già aveva in Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo e Russia. Indovini dove stanno queste nuove sedi? In Francia, Olanda, Spagna, Belgio e, naturalmente, Italia

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 14 settembre 2011]
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