Paolo Martini, Chi, n. 39, 14/09/2011, p. 137, 14 settembre 2011
«Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, con il suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino
«Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, con il suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò» (Francesco Totti).