Stefania Berbenni, Panorama 14/9/2011, 14 settembre 2011
«IO, 40 VOLTE PAPA’... MA È UNA STIMA AL RIBASSO». INTERVISTA A SGARBI
E siamo a tre: Carlo, Evelina, Alba, di 23, 13 e 12 anni, il primogenito vive a Milano, la seconda a Roma e la più piccola a Biella. Sono fratellastri, parola che sa già di ostilità, mentre sul banco degli imputati c’è lui, Vittorio Sgarbi, loro padre per legge, perché così hanno stabilito sentenze e ricorsi. La Corte d’appello di Ancona ha confermato il verdetto del tribunale dei minorenni: Alba è figlia del critico d’arte ferrarese, avuta con una corista albanese (ma Sgarbi ricorrerà in Cassazione). «Venne per un concerto alla Camera dei deputati. Mi sorrideva. La invitai a casa mia a suonare. Il giorno dopo ci vedemmo a Mediaset e finimmo nello studio della trasmissione di Maria De Filippi. Salimmo la scala che portava alla zona luci, 15 metri sopra, e lì ci imboscammo. Due incontri. È rimasta incinta, il marito di lei ha riconosciuto la bambina, ma quando è morto la madre ha avviato una causa di disconoscimento dimostrando che il marito era nell’impossibilità di concepire. A me non piace che siano i giudici a dire chi sono i figli miei. Io li riconosco spontaneamente. Lo capisco dalle orecchie».
Separati da molti chilometri e da diverse madri, i tre figli vedono il papa quando capita, consci di condividere una multiproprietà degli affetti in cui nessuno sa quale sia la propria quota, considerate le peculiarità del genitore: sfuggente, volitivo genialoide, colto, provocatorio. Il critico d’arte è arrivato a 59 anni senza sposarsi, facendo del dongiovannismo una filosofia esistenziale. Un apolide del sesso, senza patria sentimentale, collezionista di donne purché abbiano i requisiti necessari per interessarlo più di un Caravaggio ritrovato, più di una scultura del Bernini.
Dunque, i requisiti...
Meglio sposata, la donna libera è impegnativa. Sono attento poi ai denti e alle orecchie. La condizione indispensabile però è sentire che io le piaccio, che sono desiderato.
Malato di narcisismo? E come fa a capire che una donna la vuole?
L’altro giorno ero a Linate ed è passata una ragazza del Mozambico. Mi ha fissato a lungo, interessata. Pensavo fosse finita lì. Invece è ritornata a riguardarmi, due parole e un sms: «Buonanotte, stallone».
Insomma, la fiutano. È stato così anche per le tre madri dei suoi figli «ufficiali». A suo dire ne ha sparsi per il mondo una quarantina...
Una stima, un calcolo delle probabilità proporzionale agli incontri avuti negli anni.
Ha parlato di 1.400.
Un numero al ribasso, fatto un po’ per gioco su una battuta di Franco Califano.
Si dovrà dare da fare se vuole eguagliare, come ha dichiarato, Georges Simenon, che di donne ne ha avute 10 mila.
È un obiettivo simbolico. E comunque, sono ben più di 1.400.
Qual è la sua idea di sesso?
Non ha senso far reggere il piacere sessuale ai sentimenti. Così come esiste l’amore senza sesso, c’è il sesso senza amore. È qualcosa di istintivo, bestiale.
Neppure la famiglia ha un senso?
Sono come un prete che una sera, ubriaco o per peccare, mette incinta una ragazza: non le chiederà mai di abortire, ma non potrà fare il padre, a meno di spretarsi. Vedrà crescere il bambino a distanza. Sono cattolico di cultura: se avessi voluto una famiglia, mi sarei sposato. Ma non ho istinto paterno.
Eppure ha dai tre ai 40 figli...
Frutto di un atto naturale, non di una volontà.
Mai sentito parlare di preservativo?
È una forma di diffidenza. Se ho dei dubbi verso una ragazza, non ci vado.
Ma non si sente un po’ Inseminator?
Ho fatto felici tre donne che non sarebbero potute diventare madri. Siamo sinceri, i figli sono delle mamme. La più grande conquista del femminismo è l’idea di poter creare senza bisogno dell’uomo. Se una donna è libera e ha un lavoro, può avere figli evitando di stare con un maschio coglione. Solo se sono indigenti possono chiedere soldi a un uomo. I padri vogliono solo quote di maternità e le donne sono libere di dire: «Posso fare a meno di questo stronzo».
Eccessivo come sempre.
Una donna può farti diventare padre contro la tua volontà o decidere di abortire. A un uomo non resta che patire la scelta altrui.
Adesso ce l’ha con l’universo femminile?
Processano me e invece io trovo immorale che una coppia gay abbia un figlio o il ricorso all’utero in affitto.
Non hai mai uno scrupolo di coscienza nei confronti dei suoi figli?
Sanno che ci sono. Carlo ed Evelina si sono anche conosciuti, mi hanno fatto la festa per il mio compleanno.
E come è andata?
Sono stato processato da Carlo per non averlo convinto a venire a Roma, lasciandolo a Milano. Dice che non sono un padre.
È così?
Sì.
Sabina Colle, sua fidanzata per otto anni, ha dichiarato di desiderare un figlio da lei.
Non è arrivato.
Anche perché da sette anni non avete rapporti...
Siamo nell’impossibilità tecnica ed esistenziale. Io non voglio fare il padre ma posso diventarlo per una questione naturale, accoppiandomi.
La sua fidanzata dice anche che lei è un bulimico del sesso: è vero?
Diciamo che è stata un’esigenza forte per un certo periodo. È una forma di curiosità e poi c’e il piacere della varietà. Vede, ci sono uomini che vengono occupati dalle donne, altri che vengono visitati. Ecco, io sono uno spazio libero, ho tante belle visitatrici, con le quali instauro un rapporto di puro piacere.
Mai capitato di non riconoscere qualcuna con la quale è stato a letto?
Le donne cambiano pettinatura, look, e mi trovo davanti a una signorina che mi piace chiedendomi: «Ma questa la conosco già?». In senso biblico.
Un dongiovanni, perché?
Credo sia la conseguenza di quello che ho visto patire ai maschi di casa mia: nonno, zio, papà. Donne feroci contro questi uomini. La nonna, una brava donna, compativa il marito, lasciava che mio nonno avesse l’amante ma gli rendeva la vita grama. Mia zia intercettò una lettera e chiese subito il divorzio. Mia madre sentì casualmente mio padre dire a una donna: «Cara, ci vediamo all’imbrunire» e per tre anni gli ha tolto il fiato, rotto i c..., fatto passare l’inferno.
Morale?
Ogni ragazza che incontro la dedico ai miei tre «predecessori», come compensazione. Sono una specie di vendicatore.