FRANCESCO MERLO , la Repubblica 14/9/2011, 14 settembre 2011
L´ARTISTA DEI CADAVERI TRA FOLLIA E COMICIT
- Arriva a Roma la mostra dei cadaveri scorticati ed essiccati, 16 euro per ammirare (e toccare) fegati e cuori trattati con il metodo della plastinazione che «li rende morbidi e flessibili» dice una pubblicità vagamente simile ai «tre strati di morbidezza». Ho già visto a Londra queste preziose schifezze del dottor Gunther von Hagens.
Creazioni in sofisticato equilibrio tra le arti del becchino, del necrofilo, del chirurgo e del macellaio. E ho assistito pure all´autopsia che questa specie di aspirante satanasso ha eseguito in un affollato teatro, con la diretta tv di Chanel 4, sul cadavere di un´epilettica di 33 anni che, prima di morire, gli aveva ceduto il corpo con tanto di firma autenticata dal notaio.
L´esibizione che si apre al Foro Italico si chiama "Body Worlds" e, benché sia esagerata l´autopromozione che accredita 33 milioni di spettatori, il successo è sorprendente. Il New York Times parla di 20 milioni di visitatori e un guadagno di 200 milioni di dollari. A volte la polizia, a Monaco per esempio, ha proibito le sue perfomances che si spingono sino ad accoppiare i cari estinti in un kamasutra postumo che, a dispetto di von Hagens, risulta ridicolo. Altre volte, come a Londra appunto, la polizia non è intervenuta «perché – ha spiegato Rob Tisbas di Scotland Yard – tutti gli artistoidi contemporanei bramano di farsi arrestare e la caserma di polizia è il tempio dove i creativi sognano di essere santificati».
I giornali inglesi e tedeschi hanno dibattuto sulle iniziative di von Hagens, 66 anni, che in realtà si chiama Liebchen ma preferisce usare il nome nobile della prima moglie ("von" è come il nostro "de" e fa molto chic). Gli piace anche essere chiamato dottor Morte. I pareri sono unanimi: non è un matto e non è neppure il diavolo gotico che si fa impresario di spettacolo. È un abile pazzoide che, già nel cappellaccio, fa il verso all´avanguardia tedesca, agli "antroposofici" alla Beuys.
Molto più interessante è valutare il successo delle sue iniziative culturali spacciate per lezioni di anatomia, per riappropriazione del corpo… Inutilmente ho chiesto informazioni sull´eventuale vendita di queste "opere d´arte". Di sicuro nessun critico serio tratta von Hagens da diabolico artista come egli vorrebbe, meno che mai quando annuncia che essendo malato di emofilia e ora anche di Parkinson, presto il suo corpo verrà plastinato dalla seconda moglie e sistemato all´entrata della mostra come welcome.
Ho sentito il pubblico pagante dibattere sullo "squartamento interiore" e qualcuno ricordare che l´autopsia divenne popolare nel XVI secolo quando fu autorizzata dalla Chiesa affinché i chirurghi, mettendo le mani nelle povere cose di cui siamo fatti, dimostrassero la grandezza della creazione di Dio. Altri citavano Leonardo da Vinci che rubava e sezionava cadaveri, altri ancora il Rembrandt della Lezione di anatomia. Il pubblico che cerca il raccapriccio fa gioire von Hagens che, per molti dei suoi fans, è una specie di profeta. Non sopporta invece le Società di Anatomia che hanno parlato di "odiose caricature" e di "avvilimento dei corpi". Ma del dibattito si compiace sempre ed è fiero di essere finito nei libri. E noto, questa volta sì con raccapriccio, che se ne occupa per esempio l´autorevole Giorgio Pigafetta, professore di Architettura, nel suo recentissimo La più vuota delle immagini. Arte e figure della morte edito da Boringhieri.
È probabile che la mostra avrà successo anche a Roma dove, tuttavia, von Hagens potrebbe essere finalmente smascherato come buffo venditore di teschi, come "l´Amleto in trattoria" di Achille Campanile, l´essere o non essere che diventa venghino signori venghino. Non ci sono marziani a Roma, né Hagens e neppure quel Caius Pelovis che credendosi Satana si è fatto impiantare due corni sottocutanei. E a riprova che l´Italia più che il raccapriccio vede in von Hagens la comicità, sia pure macabra, c´è la sponsorizzazione della mostruosa mostra affidata a don Mazzi, il prete della televisione postprandiale, dell´orrendo ma innocuo, pensieri semplici e frattaglie composte.