Alessia Guerrieri, Avvenire 14/9/2011, 14 settembre 2011
AL VIA IL CENSIMENTO
Qualcuno lo ha già trovato nella buca delle lettere, anche se dovrà tenerlo nel cassetto fino al 9 ottobre, il giorno in cui partirà ufficialmente il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. È il questionario che 25 milioni di famiglie italiane dovranno compilare, con le caratteristiche dei suoi componenti e della casa i cui vivono, per fotografare il nostro Paese a dieci anni dall’ultima rilevazione Istat.
La prima novità di questa edizione è appunto questa: i moduli saranno spediti per posta direttamente a casa e potranno essere compilati anche online (utilizzando persino il pc dell’ufficio, parola del ministro Renato Brunetta). Basterà collegarsi al sito censimentopopolazione. istat.it e inserire la propria password di accesso stampata sul questionario. Solo in un secondo momento, ed a livello mirato, interverranno i rilevatori ’porta porta’: se entro il 20 novembre cioè il cittadino non avrà provveduto a restituire il modulo, in forma telematica via web, o cartacea negli uffici postali e nei punti di raccolta comunali. La rilevazione sul campo durerà fino a dicembre nei piccoli Comuni e proseguirà sino a febbraio per quelli con oltre 150mila abitanti. Per i primi risultati, però, si dovrà attendere il 31 marzo 2012, mentre quelli definitivi, divisi per territorio, saranno disponibili il 31 dicembre 2012. Solo dopo, entro il 2014, l’Italia ’al microscopio’ verrà trasmessa all’Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Ue, per disegnare la composizione del vecchio continente.
Tra le altre new entry anche quesiti al passo con i tempi, sia sulle persone che sulle cose. Ecco che, ad esempio, gli italiani dovranno rispondere oltre che alle tradizionali domande su titolo di studio e professione, ma anche quelle sulle abitudini energetiche o tecnologiche della famiglia. Così occorrerà specificare il tipo di combustibile o di energia usata per riscaldare l’abitazione o l’eventuale presenza di impianti rinnovabili, ma anche i cellulari posseduti e la tipologia di connessione internet attivata. Come pure, infine, le caratteristiche strutturali del proprio alloggio, che aiuteranno a definire la sicurezza sismica delle nostre case, soprattutto in certi territori. Fare la radiografia allo Stivale costerà complessivamente 590 milioni di euro, 10 euro ad abitante, «un livello più basso del costo pro capite del censimento Usa (34,4 euro) e appena superiore a quello britannico (8,7 euro)», puntualizza il presidente dell’Istat Enrico Giovannini.
Ma se la seconda rilevazione del millennio può essere definita, per la macchina informatica messa a sistema con al centro i Comuni, «il primo censimento 2.0» (il copyright è ancora del dirigente Istat), già si guarda al futuro. L’obiettivo è arrivare, seguendo l’esempio di nazioni più avanzate, tra il 2016 ed il 2021 al «censimento continuo», che permetterà di fornire informazioni più «tempestive, con meno disturbo per il cittadino, e ancor più legate alla dimensione comunale».