Gabriele Parpiglia, Chi, n. 39, 14/09/2011, pp. 46-52, 14 settembre 2011
Luca Marin svuota il sacco sulla storia tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini. «Questa storia è iniziata a Tenerife lo scorso maggio
Luca Marin svuota il sacco sulla storia tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini. «Questa storia è iniziata a Tenerife lo scorso maggio. Ai tempi tra me e Fede tutto filava liscio. Litigavamo ogni tanto, come tutte le coppie, ma non c’erano grossi problemi. Lei allora faceva addirittura progetti di famiglia: diceva di volerne formare una con me. Convivevamo a Verona nel nostro nido e andavamo d’amore e d’accordo. Ma a Tenerife, dove ci siamo radunati tutti noi nuotatori per due settimane di allenamenti, è successo qualcosa di diverso. Una sera ho notato uno strano sguardo tra lei e Magnini. Niente di eclatante, ma nella mia testa ha fatto scattare un dubbio. Le ho fatto una scenata di gelosia, ma lei mi ha rassicurato, dicendomi che ero in errore. Poi abbiamo fatto pace ma, comunque, in quell’istante, qualcosa si era rotto. Me lo sentivo». Poi i Mondiali di Shangai. «Poco prima di partire Federica mi aveva chiesto di lasciarla tranquilla. Così ho obbedito. […] Lei doveva dimostrare al mondo che la scelta di cambiare allenatore e, quindi, di essere ancora vincente, era quella giusta. […] Mi sono messo in disparte […]. Purtroppo, ho commesso un errore. Ho deciso di confidare questo nostro momento di distacco a Filippo. L’ho fatto da amico, anzi gli chiesto anche scusa dato i nostri rapporti erano mutati da tempo. Lui mi ha ascoltato, mi ha dato alcuni consigli e mi sono sentito più sereno. Federica, però, era sempre più lontana. Avevo compreso che non era la classica pausa di chi vuole concentrarsi soltanto sul lavoro. Questa volta la mia Fede non c’era più […]». A Shangai «nel giorno in cui Federica ha vinto i 400 stile libero e i giornali esaltavano la sua impresa, io sono corso da lei per parlarle e complimentarmi. Ci siamo ritrovati nella sua stanza, ma dalla sua bocca sono uscite le parole che meno mi sarei aspettato: “Luca, non ti amo più”. Il mio stomaco si è stretto in una morsa, ho sentito i crampi ovunque, la testa mi girava. Ero nel pallone. Stavo male. […] Sono uscito da quella stanza con le ossa rotte. […] Ho pianto, lo confesso». Ha perso sette chili in pochi giorni. «Sì, da 81 fino a 75 chili. E pensare che il peggio doveva ancora arrivare […]. Il giorno dopo che la storia tra me e Federica era finita […] lei e Magnini sono diventati inseparabili, come per magia, come se io non fossi mai esistito. Pranzavano e cenavano insieme, sul pullman erano sempre seduti accanto. Ridevano, scherzavano e lo facevano sotto gli occhi di tutti. Sotto i miei occhi. Mi chiedevo come fosse possibile: prima si ignoravano e da quel momento erano inseparabili? Così, prima che scoppiasse il caos, ho chiesto loro un confronto. […] Mi hanno assicurato […] che loro erano solo amici. Falso. Io li guardavo e nei loro occhi avevo già letto tutto il film. Un copione che poi al bar Rouge (locale notturno, a Shangai, ndr) ha trovato la sua degna conclusione. […] La sera in cui Fede e Filippo si sono baciati in pubblico c’ero anch’io. […] Ringrazio i miei amici e colleghi, su tutti Federico Turrini, il mio compagno di stanza. Mi hanno trascinato loro fuori dal locale di peso. Stavo davvero male. Ho toccato il fondo. Il giorno dopo l’aereo ci ha riportato in Italia e loro erano lì, seduti vicini. […] Volevo solo scappare […] prima a Roma, poi a Ibiza. Ricordo che il giorno in cui Federica ha compiuto gli anni, le ho fatto gli auguri. Ma non era più la ragazza che conoscevo. […] Temo che lei sia presa sul serio. Le auguro di essere felice. Magnini? No. A lui interessa il circo mediatico che c’è intorno a Federica. Niente altro. E non dico di più…».