Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
La manovra, l’economia, i Btp e il resto continuano a dominare la scena. Le borse ieri hanno avuto un andamento depresso, ma non drammatico. Milano è stata per tutto il giorno sotto di due punti e poi ha recuperato un po’ e chiuso a -0,8. Il cattivo umore degli operatori, stavolta, è stato causato dalla Germania: il pil tedesco, nel secondo trimestre, è cresciuto appena dello 0,1 per cento. Un dato sorprendente e negativo per tutta l’Europa dato che, in un modo o nell’altro, senza il traino della Germania pare che non ci sia speranza per le economie di nessun paese. La Merkel e Sarkozy si sono incontrati ieri a Parigi e hanno poi tenuto una conferenza stampa piuttosto interessante. Dicono che tutti i paesi della Ue devono inserire nelle loro costituzioni l’obbligo del pareggio di bilancio. Propongono un governo economico dell’Europa, e sia pure nella formula paralizzante di un organo collettivo formato dai 17 capi di stato e di governo e presieduto da un presidente eletto, che sarà – l’hanno già detto loro due – Herman van Rompuy, il belga che adesso presiede il consiglio europeo. Questo Eurocouncil dovrebbe vigilare sull’indebitamento dei singoli stati, i quali dovranno dotarsi di una commissione che possa stabilire delle regole su come frenare l’indebitamento.
• In pratica,
Francia e Germania dispongono e gli altri devono adattarsi.
Per ora è proprio così. La Merkel e Sarkozy hanno
anche annunciato che coordineranno le rispettive politiche fiscali. La parola
“coordineranno” lascia tutti tranquilli. Ma sarà interessante vedere come
faranno. I due invece si sono detti contrari agli eurobond.
• Sa che non ho mai capito che cosa
sono?
Faccia conto che invece di trovarci in un sistema
in cui ciascun paese emette Btp, Bund, Bonos e quant’altro, ci sia un’entità
sovranazionale che emette titoli del debito pubblico europeo e distribuisce poi
tra i vari paesi i denari incassati. È chiaro che se a garantire i bond è
l’Europa stessa, gli investitori saranno molto più tranquilli, data la forza
economica del continente. Qual è la contropartita di questa soluzione, molto
caldeggiata da Tremonti? Intanto la politica del debito verrebbe messa nelle
mani di un organismo sovranazionale e questo rappresenta in qualche modo una
cessione di sovranità, anche perché sarebbe difficile immaginare che chi
gestisce il debito non abbia nessuna voce in capitolo nelle varie politiche
fiscali. Ma, soprattutto, unificando i debiti di tutti, Francia e Germania ci
rimetterebbero perché dovrebbero farsi carico di una quota dell’indebitamento
altrui. Difficile da presentare ai rispettivi elettorati. La Merkel ha dett
«Gli eurobond si potranno immaginare un giorno, ma solo alla fine del processo
dell’unione totale dell’Europa. Siamo ancora all’inizio».
• Non hanno detto niente sulla manovra
italiana?
«Ai nostri amici spagnoli e italiani consigliamo che i
governi di questi due Paesi prendano delle decisioni forti per la ripresa della
credibilità». Nei giorni scorsi francesi e tedeschi avevano dato un giudizio
positivo sulla manovra. Non è solo cortesia diplomatica, dato che la Bce ha
continuato a comprare Btp e avrebbe speso fino ad oggi 22 miliardi di euro.
• Ma la nostra manovra si può cambiare?
Certo. La manovra è contenuta in un decreto legge
ed è dunque operante già ora. Il Parlamento (primo appuntamento oggi in Senato)
deve però convertire il decreto in legge ordinaria e durante questo percorso di
conversione sono possibili tutte le modifiche del caso. Si dice che un gruppo
di deputati del Pdl stia preparando una specie di contromanovra: aumento
dell’Iva almeno di un punto (contro Tremonti e come voleva Berlusconi), aumento
dell’età pensionabile (contro Bossi, che in un comizio l’altro giorno ha
raccontato d’esser quasi venuto alle mani con Brunetta sulla questione delle
pensioni, «nano veneziano non ci rompere i coglioni»), taglio del contributo di
solidarietà (e questo andrebbe contro lo stesso Berlusconi che, dopo aver detto
che la manovra è modificabile, ha però aggiunto che il contributo di
solidarietà non si tocca). I parlamentari frondisti sono Galan, Crosetto, la
Bertolini. Parecchie contestazioni anche dagli enti locali, fortemente colpiti
dal decreto. Si sa che Formigoni è tra i giudici più severi. Zaia, governatore
leghista del Veneto, ha detto che «contro questa manovra si dovrebbero fare le
barricate».
• Siamo certi che alla fine i 50 miliardi
saranno effettivamente raccolti?
Ieri è stato diffuso, tramite Ansa, un lungo
papello dove si spiegano voce per voce i soldi che dovrebbe incassare lo stato.
Per esempio la tassazione al 20% sulle rendite finanziarie dovrebbe produrre, a
regime, un miliardo e 942 milioni, lo slittamento della liquidazione
riguarderà, nel 2012, solo 19.000 statali, il contributo di solidarietà vale
674 milioni nel 2012, e 1.500 miliardi nei due anni successivi. Ma non voglio
farla impazzire con una lunga lista di numeri. I 50 miliardi dovrebbero
esserci. Speriamo che bastino
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 17 agosto 2011]
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