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 2011  agosto 17 Mercoledì calendario

UN «TESORO» DI 17MILA BREVETTI

Google ha cambiato il volto dell’intero settore wireless mondiale, spianando la strada a una nuova ondata di consolidamenti tra società high tech e tlc. Con l’acquisizione da 12,5 miliardi di dollari di Motorola Mobility, la società che lanciò il telefono cellulare negli Stati Uniti negli anni 80, Google potrà infatti far concorrenza alla regina incontrastata degli smartphone, la Apple, accoppiando software e hardware in un prodotto elegante e perfettamente integrato. La potente unione Google-Motorola potrebbe a questo punto convincere gli altri colossi high tech, soprattutto Apple e Microsoft (già reduce dall’acquisto di Skype), a effettuare grosse acquisizioni per non essere schiacciate dal colosso tentacolare Google: gli occhi di Wall Street sono puntati sulle due aziende più deboli, la Nokia e la produttrice dei blackberry Research in Motion, le cui quotazioni sono schizzate rispettivamente del 17% e del 10,3% lunedì dopo il clamoroso annuncio di Google.

Finora la presenza di Google nel settore wireless era limitata al software, una presenza invisibile agli occhi del consumatore ma straordinariamente massiccia. Il suo sistema operativo per telefonini Android è il cervello di ben 150 milioni di cellulari e tablet prodotti da una lunga lista di società terze tra cui Sony, Samsung, LG, HTC e la stessa Motorola. Il successo della piattaforma Android - messa a disposizione gratis in un clamoroso tentativo di portare la democrazia nel mondo wireless - è stato astronomico, al punto che la quota di mercato dei telefonini Android è passata dal 2,8% a metà 2009 al 33% alla fine del 2010, al 48% a fine giugno 2011 e presto a più del 50%. In paragone gli iPhone hanno una quota di mercato del 19%, i Blackberry del 12% e i telefonini dotati di Windows 7 della Microsoft solo l’1%.

Se la fusione con Motorola riceverà il nullaosta dell’antitrust americano, Google potrà produrre i suoi telefonini, sceglierne le specificazioni tecniche, e assicurare che funzionino senza intoppi con i computer, i tablet, la tv via internet e con tutte le applicazioni di Google (Gmail, il motore di ricerca, Google Maps, Google Wallet, Google Voice, Google TV e soprattutto Google+, il nuovo social network in concorrenza con Facebook). Per i telefonini Android sono disponbili inoltre circa 250.000 applications, un numero simile a quelle per gli iPhone. Insomma i telefonini Google-Motorola saranno in tutto e per tutto simili agli iPhone, e più numerosi.

Con l’acquisto di Motorola, Google riceverà in eredità anche 17.000 brevetti che le consentiranno di difendersi dalle numerose cause mosse dalla Apple con l’accusa di avere copiato alcune caratteristiche degli iPhone.

Le cause regaleranno a Google anche numerosi grattacapi, ma ce ne saranno altri. L’acquisizione di Motorola trasformerà infatti il puro colosso internet Google in una società manifatturiera incaricata di gestire stabilimenti, gestire le scorte e mantenere rapporti con fornitori e clienti. Motorola Mobility, una società da 11 miliardi di dollari di fatturato con 19.000 dipendenti, è oltretutto appena uscita da una profonda crisi: tra il 2007 e il 2009 ha perso 4,3 miliardi di dollari e la sua quota di mercato nel settore dei telefonini è crollata dal 26% di fine 2006 al 2,8% a fine 2010.

Gran parte degli analisti crede tuttavia che la costosa acquisizione aiuterà l’ascesa di Google non solo sul fronte degli smartphone ma anche – e soprattutto – su quella della tv via internet, la prossima rivoluzione high tech. La Motorola Mobility produce infatti anche decoder per il cavo e il satellite, e Google potrà trasformarli in una piattaforma onnicomprensiva per integrare i canali di distribuzione tradizionali con la ricerca su Internet.

L’impatto dell’acquisizione Motorola sui conti Google ha spinto ieri i titoli al ribasso del 3,5% dopo la flessione dell’1% di lunedì. Le quotazioni Motorola sono scese dello 0,2% dopo essere schizzate in alto del 56% lunedì.