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 2011  agosto 17 Mercoledì calendario

UN GIACIMENTO «GIGANTE» NEL VECCHIO MARE DEL NORD - È

la scoperta petrolifera dell’anno: un giacimento che potrebbe essere addirittura classificato come "gigante", grazie a riserve stimate tra 500mila e 1,2 miliardi di barili. Ma la notizia davvero straordinaria è che i pozzi di Aldous Major South e Avaldsnes non si trovano al largo dell’Africa Occidentale o nelle acque profonde del Brasile – aree considerate le nuove frontiere degli idrocarburi – bensì in Norvegia, nel vecchio Mare del Nord, patria del sempre più scarso petrolio Brent: una regione oggi trascurata dalle major, convinte che il suo potenziale fosse esaurito.

Forse non a caso, a mettere le mani sul "tesoro" sono state società locali: le norvegesi Statoil e Lundin. Il sentore che si trattasse di una scoperta importante Statoil l’aveva avuto già la scorsa settimana, quando aveva avvertito che le riserve di petrolio trovate trivellando Aldous Major South sembravano essere collegate a quelle di aree adiacenti. Così è, in effetti. Non solo. Aldous Major South adesso sembra contenere il doppio di quanto annunciato, ossia 400-800 milioni di barili equivalenti petrolio (mboe), che si aggiungono ai 100-400 mboe del vicino Avaldnes, operato da Lundin (che è partner di Statoil in entrambi i consorzi di sfruttamento). E poi c’è anche Aldous Major North, dove si comincerà a trivellare la settimana prossima, confidando di trovare altri 300 mboe.

Statoil ieri ha dato anche via libera all’installazione del primo compressore di gas su fondali marini, presso il giacimento di Asgard, per un investimento di 2,7 miliardi di dollari: un’applicazione tecnologia rivoluzionaria, che le consentirà di accrescere fortemente il recupero di metano.

La compagnia, per prudenza, non ha modificato i suoi target di produzione. Per Aldous-Avaldnes, tuttavia, anticipa già uno sfruttamento commerciale nel giro di 6-8 anni, con un output di 250-300mila barili di greggio al giorno. Una benedizione per la Norvegia, la cui produzione petrolifera – in declino da un decennio – oggi supera a malapena i 2 milioni di barili al giorno.

«È una notizia splendida», ha commentato Sissel Eriksen, del Norwegian Petroleum Directorate (Npd). Tuttavia, non bisogna illudersi: «Se le stime verranno confermate, il declino non sarà rapido come prevedevamo. Ma la produzione norvegese comunque non tornerà a salire».