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 2011  agosto 17 Mercoledì calendario

L’ITALO PUNZECCHIATO

Di cosa parliamo quando parliamo di politica? Perfino di questo (brandelli d’Italia): il capogruppo degli scissionisti di Futuro e libertà a Montecitorio, Italo Bocchino, viene fotografato (su Chi e Oggi) in Costiera con Sabina Began, l’ape regina del raffinato bunga bunga a casa del premier, intrattenimento serale che a breve verrà spacciato per un gioco a carte stile canasta. Naturalmente dei fatti loro chissenefrega, la questione viene ripresa dai giornali per un ipotetico risvolto politico non smentito dalla signora. La quale viene da questo giornale interpellata perché accusata su Libero dal disinvolto onorevole Fli di “avergli teso una trappola”, in favore di paparazzi. E soprattutto perché si è parlato di lei come possibile ambasciatrice di pace (ma che ci tocca scrivere) tra i finiani e il Pdl. La replica dell’ape regina è di seguito trascritta senza aggiunta di coloranti.
“MA QUALE trappola? Io non sono quel genere di persona. Trappola vuol dire una cosa non carina. E io nella mia vita faccio solo cose buone. Mi dispiace se Bocchino pensa questo. Io sono una persona positiva, penso alle cose belle della vita. Se faccio qualcosa è a fin di bene”. Ha davvero cercato di ricucire lo strappo tra il premier e Fli? Risposta (meglio sedersi prima di leggere): “Io vedo tanta tristezza nel mondo, c’è guerra ovunque. Ora abbiamo bisogno di pace, è quello che tutti si augurano. Sarebbe bello che ci fosse anche una pace politica nel governo e nel parlamento italiani. Se ci fosse la pace si affronterebbero meglio anche le questioni gravi dell’economia, con la mente più serena. Quando c’è odio e cattiveria, le cose sono più difficili”. Sembra di capire che il premier sarebbe disposto a una tregua con Fini. “Io credo che Silvio Berlusconi desideri solo avere pace tutto intorno a sé”. Per questo le ha chiesto di mediare? “No, l’ho fatto io di mia spontanea volontà”. A che titolo non si capisce: la Began non è (almeno per ora) un consigliere di Palazzo Chigi. A beneficio di chi volesse fare le valigie e cambiare Paese, lei precisa: “Io non faccio politica, non m’interessa. Ho altri pensieri: mi piace la meditazione, mi piace la spiritualità”. E dulcis in fundo: “Se ci fosse la politica dell’amore la farei. Siccome non esiste, la politica non è un posto che fa per me”. Ma perché l’onorevole Bocchino dovrebbe accettare l’intermediazione di un’“attrice” con le iniziali di Berlusconi tatuate sulla pelle con la scritta “L’incontro che mi ha cambiato la vita”?. “Non sopravvalutiamo la signora Began”, dice il deputato Fli. “E poi tutti sanno quel che penso di Berlusconi. È stata solo una gita tra amici. Eravamo in tanti, ma Chi ha tagliato le foto in modo da far apparire qualcosa di intimo che non c’è. Per questo ho detto che mi è stata tesa una trappola. La macchina del fango funziona così”. A parte che sarebbe ora di abolire l’espressione “macchina del fango” (vale anche per Saviano), se si attaccano i giornali di Berlusconi sarebbe comunque meglio non intervenire in abiti carnevaleschi alle trasmissioni di Alfonso Signorini come ha fatto qualche tempo fa Bocchino vestito da chef (sic). “È vero: con il direttore di Chi ho un buon rapporto personale, ma loro fanno gli interessi dell’editore”.
IL SETTIMANALE Oggi però non è di Berlusconi. E allora? Il direttore Umberto Brindani spiega: “Quelle foto sono arrivate in redazione con una didascalia che diceva: Italo Bocchino a pranzo con una ragazza. Il fotografo non aveva riconosciuto la Began, è stata una mia brava redattrice ad accorgersi che era lei. Le abbiamo pagate poco e niente anche per questo. Ma noi siamo usciti prima di Signorini. Come siano state fatte le altre foto, quelle pubblicate da Chi, non so. Ma non credo sia lo stesso paparazzo”.