Stefano Bartezzaghi, la Repubblica 17/8/2011, 17 agosto 2011
CORSIVI
Dopo lo «psiconano», nomignolo tanto amato dagli emuli di Beppe Grillo, diverse insolenze a tema dimensionale sono arrise negli anni non solo al premier ma anche e soprattutto al ministro della Pubblica Amministrazione. Fu creativo Giulio Tremonti, quando fu affrontato da Brunetta e dal colossale Guido Crosetto e disse di essersi sentito come al bar di Guerre stellari.
Più diretto Umberto Bossi, che di problemi di politically correctness notoriamente non se ne fa. «Nano veneziano, non rompere i coglioni»: difficilmente si potrebbe equivocare lo schietto intento offensivo del comiziante padano. Si segnala, però, che in Lombardia «nano» è voce bensì polemica ma anche commiserante, e allude alla statura come sintomo visibile di un´età ancora precoce, inesperta, di un insufficiente stato di maturazione (come nel «Poer nano» del primissimo Dario Fo)..
Colpisce infine che per Brunetta si sia rispolverato un repertorio sarcastico che almeno in parte era tradizionale già ai tempi di Amintore Fanfani. Il che, a ben vedere, è anche un onore immeritato da un uomo di statura (politica) ben inferiore a quella del «cavallo di razza» aretino.